I 25 anni di «Conventus»
Presentato il libro sull'associazione
ROVERETO. Qualcosa più d'un anniversario: la voglia di ritrovarsi per un bilancio di tutto rispetto, ma che coincide con un momento difficile per la vita economica, civile, e anche culturale, democratica, del nostro Paese e del continente. Al palazzo della Fondazione Caritro in piazza Rosmini, l'associazione «Conventus» e il suo presidente, Renato Trinco, hanno presentato il libro pubblicato per il 25º anniversario di costituzione. Quasi 300 pagine, ricche dei volti più carismatici che hanno segnato e segnano la storia della cultura italiana, approdati in città grazie a Conventus. Libro voluto per mantenere la memoria d'una attività febbrile e per unificare le tracce del grande contributo dato in questi anni dai cattolici al dibattito democratico, sotto un emblematico titolo: «Conventus, scuola di democrazia, palestra dell'etica». Presentato dallo storico e presidente degli Agiati, Fabrizio Rasera, il volume raccoglie le testimonianze di oltre 250 uscite pubbliche dell'associazione, dibattiti attorno a temi scottanti, controversi, capaci di alimentare quel sano dibattito che sta alla base d'una democrazia non "denutrita", come ha detto Rasera. La serata, dedicata al primo presidente dell'associazione Danilo Vettori (era presente la moglie Giovanna Fasanelli Vettori, membro del direttitivo), era condita da un palpabile clima di grande affetto. Verso soci fondatori non più presenti, come il dottor Luciano Girardi (presenti i figli), autore del primo capitolo del libro. Verso personaggi che con la storia più recente di «Conventus» non hanno molto in comune, ma sono stati partecipi dello stesso clima di ricerca di libertà e di amore per la democrazia che l'ha originata, come l'avvocato Lamberto Ravagni, in sala, e l'avvocato Sandro Canestrini, per il quale era presente il figlio Nicola. Affetto per soci storici, come l'ingegner Guido Tomasi, il professor Renato Francescatti (primo vicepresidente), il dottor Livio Somadossi, l'ingegner Luciano Baldessari, il professor Guido Vettorazzo. A quest'ultimo si deve un documento originale: la relazione del primo sindaco di Rovereto del dopoguerra, Giuseppe Veronesi, tenutasi il 28 maggio 1945 sul tema «Comunismo e Cattolicesimo». Dopo l'introduzione di Renato Trinco, è l'intervento, a firma di Girardi, su «La prima associazione Conventus 1943-44» ad aprire il volume. Felici per la concretizzazione d'uno sforzo notevole (in sala anche il notaio Guido Falqui Massidda, curatore dell'atto di fondazione della rinata «Conventus», nel 1987), soci e simpatizzanti sono stati salutati da monsignor Valentino Felicetti, intervenuto parlando della Dottrina sociale della Chiesa. Magistrale la chiusura di Renato Trinco: «Stupisce sempre pensare alle origini di questa associazione, a come giovani universitari, ragazzi tra i 19 e i 21 anni, si siano occupati di cultura politica ai massimi livelli, assetati, affamati di libertà intellettuale e politica. Un clima tanto diverso da quello odierno». (a.e.)
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