IL CASO

Multa in aprile e negozio chiuso ora: l’ira di Folgaria 

In piena pandemia il “Mille Cose” era aperto come edicola-tabaccheria ma aveva venduto anche un peluche. Il sindaco scrive a Commissario del governo e Provincia

di Fabio Marzari

FOLGARIA. “Dura lex sed lex”, la legge è dura ma è la legge, tramandano dall'antica Roma, ma quando essa è troppo dura sconfina nel non senso, difficilmente accettabile e comprensibile da chi ne viene colpito.

Stavolta gli strali centrano il negozio “Mille Cose”, nel centro di Folgaria, a metà di via Colpi, la passeggiata dello struscio e dello shopping. E' stato chiuso dal 28 luglio e fino al primo agosto come sanzione comminata dal Commissario del Governo. Va detto che la rivendita offre giornali, libri, giocattoli e altri numerosi articoli, da cui il nome. Di fatto è quel che si definisce un bazar. Affonda le radici nella storia del paese, già negli anni 50 e 60 era la libreria che procacciava i testi per le scuole medie appena diventate statali. Meta quotidiana degli studenti dell'epoca, resi mansueti ed educati dalla signora Genoveffa, severa quanto gentile.

È successo che durante le chiusure imposte dalla pandemia, potevano essere venduti solamente alcuni generi e non altri. Fra questi non figurano i giocattoli che invece, in un caso, sono stati venduti dal negozio, sempre aperto perché vende anche sigarette.

“Si tratta di una volta, non c'è reiterazione - racconta il rappresentante della proprietà, Mauro Plotegher - come dimostrano gli scontrini”. Sta di fatto che il Nucleo Mobile della Guardia di Finanza, Compagnia di Rovereto, contesta l'accesso anche ai generi inibiti, provvedendo contemporaneamente a delimitare l'area con cartelli di comunicazione di divieto. La sanzione è di 400 euro diminuita del 30% se pagata entro 5 giorni. Plotegher ammette la mancanza e provvede al saldo con bonifico già il giorno dopo.

“Credevo in tal modo di essere a posto, ho ammesso la colpa e ho saldato il debito. Ma ora arriva la sorpresa dei 5 giorni di chiusura in piena stagione estiva. Un danno economico non indifferente. Ancora di più mi pesa la figuraccia che faccio difronte ai clienti affezionati che stamattina si sono trovati davanti alla notizia inaspettata. Chissà cosa pensano, che cosa avrò commesso per farmi chiudere il negozio. Eppure la mia pagella di correttezza fiscale staziona in fascia alta. Mi sento un numero e non un cittadino - continua a ripetere - la sanzione è esagerata e non la capisco”. Le attività commerciali sull'altopiano, come in tutte le altre zone turistiche di montagna sopravvivono solo in virtù dell'afflusso dei mesi di luglio e agosto, oltre che dell'inverno. Il danno è intuibile.

La solidarietà del consorzio degli operatori è totale, così come quella dell’Apt. Per tutti non c'è proporzione fra colpa e sanzione. Lo stesso sindaco Michael Rech non si capacita ed informa l'assessore Failoni, il presidente della Provincia Fugatti e lo stesso Commissario del Governo, facendo presente l'enormità della pena: “Proprio in un anno disgraziato per il commercio come è il 2020 - dice - con un po' di comprensione e buon senso si poteva imporre la chiusura immediatamente ad aprile o maggio, o addirittura a settembre, limitando così la perdita. In piena stagione proprio non la capisco. Vendendo un giocattolo non ha certo messo a repentaglio la salute pubblica. Ho voluto informare le autorità di riferimento affinchè se dovessero esserci altri casi simili si usi un comportamento più comprensibile.”

Un passante stupito afferma: “Forse ci vogliono indirizzare tutti da Amazon così la rete commerciale sarà costretta a morire assieme a tanti disoccupati”. Rimane da dire che durante il lock down l'altopiano ha registrato meno di 15 casi, tutti nella fase iniziale , poi bloccati immediatamente, a dimostrazione di un comportamento encomiabile da parte di tutti, con la partecipazione attiva dei carabinieri, pompieri, Croce Rossa e Comune che instancabilmente provvedevano ad avvisare circa i comportamenti corretti da osservare in ogni occasione. Il risultato si è dimostrato eccellente. Grande il senso civico adottato da tutti. Solo un piccolo peccato, pagato in maniera salatissima.