Le alghe irritanti invadono la Velica Trentina

Pergine. Puntuale come ogni anno in questo periodo hanno fatto capolino sulla superficie del lago di Caldonazzo delle fastidiose presenze. Nell’insenatura che ospita, infatti, l’ormeggio e i relativi...


Luigi Carretta


Pergine. Puntuale come ogni anno in questo periodo hanno fatto capolino sulla superficie del lago di Caldonazzo delle fastidiose presenze. Nell’insenatura che ospita, infatti, l’ormeggio e i relativi pontili fissi e galleggianti dell’Associazione Velica Trentina, in località Valcanover ha fatto la sua improvvisa comparsa una compatta mucillagine che ricopre la superficie dell’acqua. L’aspetto tutt’altro che invitante dell’indesiderato ospite è completato da uno sgradevole odore avvertito da chi si avvicini alle barche a vela lì ormeggiate.

In passato questa comparsa estremamente localizzata, con cadenza annuale a fine giugno o inizio luglio, e a quanto pare non trasportata verso gli ormeggi della Velica da correnti o vento, è stata anche oggetto di prelievi e successive analisi di laboratori da parte dei tecnici dell’Appa chiamati sul posto, prelievi che tuttavia hanno sempre riportato trattarsi di fioritura di alghe. Spiegazione che però non ha convinto allora, né convince ora del tutto alcuni soci della Velica, che giunti sul lago per godersi un pomeriggio di sole e bagni sul lago hanno dovuto raccattare le loro cose e tornarsene a casa, non senza prima riferire di bruciori alla gola da parte di chi si è comunque immerso nelle acque del Lago di Caldonazzo, ovviamente in una zona lasciata abbastanza libera dalla fastidiosa presenza. Anche il bruciore di pelle e gola è però è un fenomeno che si verifica dove la concentrazione di tali alghe è particolarmente forte e una simile, rapida florescenza sebbene innocua è quasi sempre associata dagli esperti ad un azione antropica, nella fattispecie scarichi in acqua da parte dei natanti, un’azione quest’ultima assolutamente proibita per legge, oppure, e in caso si tratterebbe ovviamente di una cosa ben peggiore, le fastidiose alghe sono dovute alle coltivazioni sovrastanti, acque reflue che vengono scaricate in punti ben precisi ecc.

Una situazione quest’ultima che era ben nota e assai comune negli anni passati, ma che i Comuni circostanti e la Provincia hanno sempre contrastato con forza cercando di intercettare ogni possibile fonte di inquinamento del lago, tanto che ormai dal 2013 lo specchio d’acqua vede assegnata l’ambita “Bandiera Blu” che fa bella mostra di sé anche sul pennone della Velica e che costituisce un premio che ha una particolare importanza turistica soprattutto per i paesi del nord Europa come Germania, Belgio ed Olanda ma che ormai da qualche anno sta cominciando ad assumere sempre più rilevanza anche in Italia, e viene rilasciato dalla Foundation for Environmental Education, che premia sia la qualità delle acque di balneazione, il turismo sostenibile e i progetti dedicati, ma anche e soprattutto la gestione dei rifiuti, l’efficienza della depurazione e la valorizzazione delle aree naturalistiche. Attività meritorie e meritate, stante il lavoro di costante monitoraggio del lago, e che In tempi di lenta ripresa del turismo, sia locale che straniero, dalla crisi indotta dal virus cinese assume un’importanza ancora maggiore.

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