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L’impresa Ghezzi aprirà uno stabilimento a Storo: 22 nuove assunzioni

L’impresa della Val di Non si è aggiudicata l’immobile produttivo messo a bando da Trentino Sviluppo. In Val del Chiese un nuovo centro avanzato per i sistemi di fissaggio

STORO. Lo stabilimento "ex Waris" di Storo tornerà produttivo grazie all'acquisizione della struttura industriale da parte della società trentina Trafileria punteria Ghezzi Sas. L'operazione, presentata oggi, mercoledì 17 febbraio, in conferenza stampa e sostenuta dalla Provincia  e da Trentino sviluppo Spa, permetterà di ricollocare di 22 persone rimaste senza lavoro a seguito della chiusura del comparto produttivo locale della Lincoln Electric Italia.

L'insediamento dell'azienda, originaria della Val di Non e attiva nel settore dei sistemi di fissaggio (chiodi e punti metallici per imballaggi e mobili), avverrà entro qualche settimana. Si prevede la piena operatività del nuovo impianto, con l'introduzione di un ufficio di ricerca e sviluppo per nuovi materiali, nell'arco di tre o quattro mesi.

”La nuova realtà produttiva ci consentirà di usufruire di maestranze specializzate, mentre l'aumento di produzione previsto ci renderà indipendenti dalle importazioni. I sistemi di fissaggio prodotti a Storo verranno poi esportati nei 54 paesi in cui siamo presenti”, ha spiegato l'amministratore delegato Mauro Ghezzi.

Soddisfazione per il risultato, che permette di recuperare un comparto produttivo in liquidazione e di assumere professionisti in cassa integrazione, è stato espresso dall'assessore provinciale allo sviluppo economico Achille Spinelli e dal sindaco di Storo, Nicola Zontini.

In termini di filiera si stima che saranno almeno una decina le aziende elettroniche e meccaniche della Valle del Chiese che verranno coinvolte nell’indotto. L’operazione rappresenta infine un’importante chiave di volta nello sviluppo dell’azienda Ghezzi, che di fatto aumenta i propri addetti e punta quasi a triplicare, a regime, il proprio fatturato, passando dagli attuali 20 ai 50 milioni di euro l’anno.

«Contribuire alla rimessa in circolo di un immobile produttivo dismesso – commenta Achille Spinelli, assessore allo Sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento – è sempre una soddisfazione, soprattutto quando si interviene su un territorio duramente colpito dalla crisi come quello della Valle del Chiese. Sicuramente, l’arrivo di nuove aziende rafforza l’indotto e aiuta ad evitare lo spopolamento, favorendo il mantenimento del know-how locale e costruendo nuove professionalità tra i giovani della zona».

Tra i dipendenti della Lincoln ci sono infatti importanti competenze e manualità nell’ambito della trafilatura, che sono funzionali a quelle richieste dall’azienda Ghezzi. Lo stesso si può dire dei tecnici, progettisti meccanici e chimici della Waris, altra fabbrica chiusa da poco. Già alcuni degli ex addetti Lincoln sono stati assunti da Ghezzi e proprio in questi primi mesi dell’anno stanno seguendo un training formativo nello stabilimento principale a Ville D’Anaunia.

«La soluzione dell’immobile che un tempo ospitava la Lowara – spiega il titolare Ezio Ghezzi – si è delineata dopo che la Lincoln ha chiuso alla possibilità di acquisire il loro immobile completo di macchinari che potevano essere da noi riutilizzati fin da subito. Abbiamo scelto di guardare con attenzione alla Valle del Chiese perché in quel territorio c’è un bacino di professionalità interessante e per noi necessario.

«Alle preziose competenze della manodopera – aggiunge Ghezzi – si aggiunge l’ottimo stato in cui abbiamo trovato il compendio ex Lowara, già praticamente pronto all’uso».

Con lo stabilimento di Storo a regime, Ghezzi si aspetta infatti di raddoppiare il numero dei propri dipendenti e di triplicare i fatturati, passando – come detto - dagli attuali 20 ai 50 milioni di euro l’anno. A giocare un ruolo importante nella ratifica dell’accordo sono stati gli effetti della pandemia. Trafileria Punteria Ghezzi, infatti, importa ogni anno dall’estero un centinaio di container di punti metallici per diverse applicazioni. L’arrivo del Covid ha però causato disguidi e ritardi nelle importazioni, tanto da convincere il board dell’azienda ad internalizzare la produzione di questo prodotto, avviando appunto una nuova unità produttiva a Storo.
Il progetto consiste nel trasformare lo storico sito produttivo in un moderno centro di ricerca, innovazione e produzione sulla trafilatura e stampaggio di punti metallici, dove sviluppare nuovi processi e macchinari.