Tre mesi di fila a quota 3.343 e ora ecco il ritorno “alla base”

canazei. Ha ottenuto un record mai raggiunto prima: 94 giorni filati (come dire tre mesi di fila, insomma...) ai 3343 metri di Punta Penia, sulla Marmolada, senza mai scendere a valle. Carlo Budel,...


Elisa Salvi


canazei. Ha ottenuto un record mai raggiunto prima: 94 giorni filati (come dire tre mesi di fila, insomma...) ai 3343 metri di Punta Penia, sulla Marmolada, senza mai scendere a valle. Carlo Budel, gestore di Capanna Punta Penia, influencer “involontario” grazie a video e foto di panorami eccezionali che posta sui suoi canali social facendo proseliti tra gli appassionati di montagna (e non solo), nonché autore del libro “La sentinella delle Dolomiti”, ha concluso martedì, il 22 settembre, la stagione sulla Marmolada.

«È stata un’estate più complicata del solito - racconta Budel, non riferendosi, come vedremo, solo al Covid -. Un problema al ginocchio, insorto qualche mese fa durante un viaggio in Birmania, mi ha impedito di salire e scendere al Fedaia una volta in settimana circa, come facevo gli anni scorsi... Così, dopo essere arrivato il 20 giugno scorso a quota 3343 metri in elicottero, con un grosso carico di provviste, non mi sono mai mosso da Punta Penia.

Nessun gestore della Capanna ha passato tanti giorni in cima senza tornare mai a valle. Una piccola impresa, quindi, tenendo conto che vivere in vetta è complicato e a me piace proprio per questo».

I rifornimenti degli alimenti freschi sono arrivati regolarmente a Carlo tramite amici e conoscenti, saliti durante l’estate sulla Marmolada.

«Ho ricevuto anche tanti regali: cappelli, guanti, piatti tipici pronti da mangiare, come le trenette con il pesto ligure».

In questi tre mesi, però, ci sono state anche giornate difficili, come ci racconta.

«A fine agosto per quasi sei giorni si sono alternati neve, pioggia, fulmini e temperature al di sotto dello zero. Nessun alpinista o escursionista è arrivato alla Capanna. Ho trascorso il tempo leggendo e cucinando dolci e ho fatto pure la pizza, che viene davvero buonissima cotta nella “fornella” (cucina economica a legna, ndr)) a 3000 metri... A chi sui social mi chiede se, in questi momenti, non mi annoio lassù da solo, rispondo che non vorrei essere in nessun altro posto: guardo il mondo dalla cima della Marmolada ed è fantastico, anche se come unici “amici” ho un pupazzo di neve e il corvo che tutti i giorni mi viene a trovare per avere un po’ di cibo. Certo, è ovvio poi che chi mi segue, soprattutto in Instagram, mi tiene compagnia».

La montagna sembra anche aver restituito a Carlo un po’ d’affetto, proprio poco prima che si concludesse la stagione estiva della Capanna.

«Mi sveglio sempre all’alba e guardo fuori della finestra per vedere com’è il tempo. Il 15 settembre sono stato sorpreso da colori incredibili: il cielo era arancione, le nuvole rosa e rosse, uno spettacolo eccezionale, l’alba più bella della mia vita».

Ora Carlo è rientrato a casa, dove ha incontrato il suo cane Paris e pensa a curare il ginocchio, ma assicura che l’estate prossima sarà di nuovo a Punta Penia: «Non appena possibile mi metterò a scendere e salire le montagne, perché è quello che mi piace fare, e dal 20 giugno 2021 sarò di nuovo a Capanna Punta Penia per vivere nuove albe e tramonti».

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