LA PROTESTA

I genitori anti-mascherina davanti alla Scuola ladina 

Ieri mattina erano una settantina, tutti contrari all’uso del dispositivo di protezione da parte dei figli. Il sorastant Claudio Valentini li ha ricevuti: «Ma sarà difficile ottenere la deroga»



San giovanni - sen jan. Un settantina di genitori hanno manifestato davanti alla sede della Scuola ladina con la richiesta di togliere l'obbligo della mascherina in classe per alunne e alunni delle scuole elementari. Un'iniziativa proposta dall'associazione "Genitori in rete" che oggi replicherà anche in Val di Sole.

«Se le istanze non saranno accolte - dice l'avvocato Manuela De Pellegrin – i genitori sono pronti ad ulteriori azioni». L’ultimo Dpcm, (decreto del presidente del Consiglio dei Ministri) firmato il 4 novembre e trasmesso il giorno seguente alla scuola con circolare n. 53 prevede l’utilizzo della mascherina a scuola, dai sei anni in su, anche in «fase statica» cioè quando gli studenti sono seduti al banco.

Dal punto di vista medico gli esperti affermano non esistano controindicazioni all'uso della mascherina. Anzi, è indicata come presidio fondamentale per limitare il contagio da coronavirus. Certo, indossare la protezione per tutta la mattinata può creare qualche fastidio.

Non sono dello stesso parere i genitori che hanno manifestato con striscioni davanti alla direzione della scuola. Per loro «esisterebbero studi che dimostrerebbero come l’utilizzo prolungato della mascherina provochi irritazione e difficoltà respiratorie». I genitori inoltre affermano che le decisioni del Dpcm sono state prese in maniera troppo estensiva: la Valle di Fassa non è Milano o Roma. Bisogna quindi pensare a una deroga per la didattica a distanza.

Claudio Valentini, il «sorastant» della Scuola ladina ha ricevuto due rappresentanti dei manifestanti perché crede fermamente nella componente genitoriale come parte attiva del mondo della scuola. «Non entro nel merito della discussione delle mascherine che lascio agli specialisti della Sanità – afferma – ma ho fatto notare come in qualità di funzionario pubblico sono tenuto ad applicare la legge. Credo che anche il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti abbia difficoltà a ottenere la deroga all’indicazione nazionale».

La complessità della situazione è testimoniata dal consigliere ladino Luca Guglielmi che ha confermato di aver ricevuto una richiesta di interessamento da parte dei genitori fassani nonostante i margini di manovra siano stretti.

Per molti genitori indossare la mascherina in classe per impedire un ritorno alla didattica a distanza per gli alunni delle elementari e delle medie, potrebbe essere un compromesso accettabile. A differenza della prima ondata di pandemia la Valle di Fassa è stata abbastanza risparmiata. Attualmente sono solo due le classi (delle scuole superiori) in quarantena. In questi giorni gli studenti, dalla seconda media all’ultimo anno delle superiori, sono tornati alla didattica digitale integrata (DDI) che utilizza strumentazione informatica secondo un piano preciso approvato dai docenti l’8 ottobre scorso.













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