Una nuova guida per esplorare l'anima della città capoluogo
In libreria dal primo maggio «111 luoghi di Trento che devi proprio scoprire» di Beatrice Barzaghi, con fotografie di Elisa Vettori: luoghi e storie di una realtà urbana in trasformazione, vivace sul piano sociale, moderna e legata al proprio carattere montano
LIBRO Enrico Brizzi e gli insegnamenti di una vita in cammino
STORIE "Cesta gerla fagotto", Rosanna Cavallini e le donne in cammino
PAGINE "Sentieri partigiani" fra monte Grappa, Bassano e dintorni
«Non solo città di montagna ma città “con” la montagna. Oggi Trento, al lascito del principato vescovile e alle tracce del rigore asburgico, aggiunge una particolare vivacità tutta moderna, zampillante di spazi sociali e creatività.
A partire dal centro, 111 luoghi e storie raccolgono l’anima d’una città plurale, che si estende nei suoi dintorni e si specchia nelle cime che la circondano.
“Quella graziosa, gaia, linda città che è Trento congiunge nel suo
aspetto lo spirito montanaro, un avanzo d’ordine austriaco ed il pittoresco del Veneto” scriveva Guido Piovene. Oggi, quello spirito,
si aggiunge una vivacità tutta moderna, ancora a dimensione umana».
Così si presenta il volume, disponibile dal primo maggio, «111 luoghi di Trento che devi proprio scoprire» di Beatrice Barzaghi, con fotografie di Elisa Vettori, edito da Emons (240 pagine, 18,95 euro).
Beatrice Barzaghi, veneziana, si è laureata in scienze dello spettacolo alla Ca’ Foscari. Ha scritto, filmato e raccontato alla radio la sua città, oltre a essere l’autrice di Guida alla Venezia ribelle (Voland, 2015).
Elisa Vettori ha studiato allo Iuav, sta studiando antropologia e vive vicino a Trento, dove ha aperto la libreria indipendente Due punti. Si occupa principalmente di reportage e fotografi a documentaristica.
Un assaggio del testo? Ecco un brano della scheda dedicata al quartiere San Martino, diffusa online dall'editore nell'anteprima disponibile qui, che contiene anche altre pagine di questo bel libro: «La definizione di “Montmartre di Trento” rende l’idea della vivacità che contraddistingue il quartiere di San Martino.
Disteso lungo il lato nord del castello, il rione si adagia sornione anche sulla prima collina, la Predara, dove sono state costruite case e palazzi che lo hanno reso molto popoloso.
Un tempo snodo dei traffici e dei commerci da Nord lungo l’Adige, orfano del suo corso d’acqua da quando nel 1858 è stato deviato nell’attuale rettilineo a causa delle numerose piene, con il nuovo millennio via San Martino è stata al centro di una serie ininterrotta di trasformazioni a carattere urbanistico, culturale e sociale che l’hanno resa una zona molto vivace e giovanile.
La festa del “Fiume che non c’è riempiva via San Martino di concerti, tavolate ed eventi culturali.
Negli ultimi anni tre librerie, la Rileggo che raccoglie e vende libri usati, la Seggiolina Blu dedicata ai bambini e ai ragazzi – purtroppo chiusa dopo aver costruito per undici anni l’immaginario di almeno un paio di generazioni –, e la Due Punti libreria laboratorio indipendente hanno rivitalizzato insieme al Barrio (vedi n. 31) e al Comitato San Martino lo spazio pubblico, grazie anche alla pedonalizzazione della strada avviata dal Comune di Trento.
Non è raro trovare la via “occupata” dalle sedie per qualche presentazione con autori di ogni genere e provenienza.
Ogni terzo sabato del mese la strada si riempie di prodotti handmade per lo Smartino Market, organizzato dalla Pinotteria, atelier artigiano di accessori, e ormai famoso e molto atteso è il Talea Party, piccolo evento pomeridiano che in primavera e in autunno permette di incontrarsi in strada per scambiare gratuitamente le proprie piante.
A San Martino ci sono anche negozi vintage, di design, una galleria d’arte contemporanea, due pasticcerie, la scuola di danza, i tappeti persiani, lo spazio Appm per adolescenti con sale prove e laboratori, osterie, circoli e locali che vivacizzano la strada e il quartiere. Un po’ il nostro quartiere, a cui riconoscenti dedichiamo una resilientissima aloe vera».