Quaranta voci per raccontare 40 anni di Slow Food nel ricordo di Carlo Petrini
A Torino durante Terra Madre Salone del gusto, dal 24 al 27 settembre, un racconto corale affidato alle voci di chi ha contribuito a costruire un movimento oggi presente in oltre 120 Paesi, per la biodiversità verso un futuro buono, pulito e giusto
Quattro giorni e 40 voci per raccontare quarant'anni di idee, comunità, biodiversità e cambiamenti, nel ricordo di Carlo Petrini: è il programma di incontri dedicati al percorso dell'associazione e alle sfide dei prossimi decenni ospitato dalle Gallerie d'Italia di Torino per celebrare il quarantennale di Slow Food durante Terra Madre Salone del gusto 2026, dal 24 al 27 settembre.
Un racconto corale affidato alle voci di chi ha contribuito a costruire un movimento oggi presente in oltre 120 Paesi e che ha dimostrando come il cibo possa diventare uno strumento per comprendere il presente e costruire un futuro buono, pulito e giusto.
Contadini, cuochi, studiosi, attivisti, giornalisti, scrittori, artisti e protagonisti della rete Slow Food si alterneranno in una conversazione aperta sul percorso dell'associazione, su ciò che è cambiato, su ciò che è stato salvato e sulle sfide ancora da affrontare.
L'iniziativa si apre con 'I semi del futuro', presentazione dei 18 Atlanti dell'Arca del Gusto delle regioni italiane. Fra gli ospiti della quattro giorni la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, lo chef Piero Alciati e Walter El Nagar, cuoco dell'Alleanza Slow Food e fondatore dell'esperienza del Refettorio Geneva, ma anche l'incontro 40Pod, un racconto corale attraverso le voci dei protagonisti e dei grandi autori della comunità Slow Food che ripercorre idee, battaglie e intuizioni che hanno accompagnato il movimento dalla sua nascita fino a oggi.
Spazio anche alla musica con artisti come Roy Paci. Chiudono il programma Moni Ovadia e Lella Costa.
«Siamo nati sotto la stella del cambiamento, dal desiderio di ribaltare il modo semplicistico e banalizzante in cui si trattava il cibo e di sfidare una concezione performativa del tempo. Un approccio che era dirompente quarant’anni fa e che è attuale ancora oggi. Carlin non avrebbe voluto che tenessimo il lutto: Slow Food è viva ed è pronta a raccogliere la sua eredità», spiega Barbara Nappini, ricordando l’eredità culturale e politica del fondatore Carlo Petrini, che ha messo al centro il cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti e lo ha trasformato in una missione condivisa da milioni di persone nel mondo.
Terra Madre Salone del gusto è la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Ismea, celebra i 40 anni di Slow Food Italia.
Il gioco di parole “Biodiversity – Be Diversity” è il claim della 16esima edizione, che esprime il valore della biodiversità declinata in tutte le sue dimensioni: naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale.
La biodiversità è il tema su cui Slow Food lavora dalla sua nascita, nel 1986, ideando progetti innovativi come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e l’Alleanza Slow Food dei cuochi, tutti protagonisti di Terra Madre.