Il Trentino torna su due ruote: riapre l'intera rete di ciclabili
Dopo la consueta chiusura invernale, disposta per garantire la sicurezza degli utenti contro ghiaccio e neve, i 492 chilometri di tracciati tornano a disposizione di residenti e turisti
TRENTO. Il Trentino torna a "pedalare". A partire da venerdì 27 marzo, riapre ufficialmente al transito l'intera rete delle piste ciclo pedonali provinciali. Dopo la consueta chiusura invernale, disposta per garantire la sicurezza degli utenti contro ghiaccio e neve, i 492 chilometri di tracciati tornano a disposizione di residenti e turisti. La riapertura, coordinata dalla Provincia autonoma di Trento, segna l'avvio della stagione per un'infrastruttura che si conferma cuore pulsante della mobilità sostenibile e del turismo green.
Se durante l'inverno il Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale (SOVA) ha garantito la percorribilità dei tratti nel Basso Sarca, in Valle dell'Adige e in parte della Valsugana, da oggi tornano accessibili anche i percorsi d'alta quota, inclusa la ciclovia di Fiemme e Fassa, ripristinata dopo l'eccezionale utilizzo invernale come pista da sci per la Marcialonga e i grandi eventi olimpici. Il decoro e la sicurezza della rete sono affidati alle squadre operative del "Progettone", gestite dal Consorzio Lavoro Ambiente. In totale, 65 lavoratori suddivisi in 17 squadre presidieranno il territorio occupandosi di pulizia, manutenzione degli arredi, cura del verde e delle aree di sosta.
"Questo prezioso lavoro è svolto dal personale del 'Progettone' fin dalla nascita delle prime piste a fine anni '80 - ha sottolineato il Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Achille Spinelli - si tratta di un valore aggiunto, riconosciuto e apprezzato dai ciclo-turisti, che permette di valorizzare le bellezze ambientali, culturali ed artistiche del nostro territorio. I lavoratori sono impegnati non solo sulle piste, ma in molte aree verdi del Trentino: il loro contributo è essenziale per dare impulso a nuove forme di turismo culturale ed ecosostenibile, garantendo standard qualitativi d'eccellenza".