la protesta

Tornello a pagamento ai piedi delle Odle, il turismo d’assalto nel mirino di chi vive in montagna

Le Dolomiti contro gli influencer. Provocazione dei contadini contro i visitatori “mordi-clicca-fuggi”. Il presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella denuncia: «La gente arriva in e-bike in quota per un selfie veloce e scende lungo gli alpeggi con le grosse ruote danneggiando i prati. Serve un’azione educativa: così non si può andare avanti»


di Stefan Wallisch


BOLZANO. Ha suscitato polemiche ed applausi l'iniziativa di protesta contro l'overturism di un contadino della Val Gardena che ha installato un tornello a pagamento all'ingresso del sentiero che porta a un punto panoramico dal quale si possono fotografare le famose vette dolomitiche Odle.

L'iniziativa è già stata sospesa, ma il tema del turismo 'mordi-clicca-fuggi' è attuale. Qualche anno fa un contadino aveva messo un tornello per limitare l'assalto di turisti alla famosa chiesetta della val di Funes. Va prenotato con lo smartphone l'accesso in macchina all'incantevole lago di Braies, meta di pellegrinaggio per i fans di Terence Hill e del telefilm "Un passo dal cielo". Le masse di turisti intenti a fotografare le Tre Cime di Lavaredo fanno concorrenza ai quelli di Fontana di Trevi. E dunque, come a Venezia, anche sulle Dolomiti crescono i malumori tra i residenti per il turismo 'd'assalto'.

Il nuovo caso è stato lanciato dal presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella, con un post sui social media: "Novità dalla Val Gardena, adesso si paga anche il pedaggio sui sentieri. Uno dei sentieri più fotografati delle Dolomiti, invaso da tamarri, influencer, youtuber e instagrammer. Il risultato di una forma di turismo anche voluta politicamente". Il tornello a pagamento, come si vedono spesso nei bagni pubblici oppure negli stadi, è stato installato sabato. L'ingresso previsto sarebbe stato di 5 euro. Si è comunque trattato di una provocazione, una forma di protesta, e non di un modo per fare soldi.

I proprietari dei terreni sono infatti esasperati per i danni causati dagli innumerevoli turisti che calpestano il prato e lasciano in giro i rifiuti. Uno di loro, intervistato dalla rivista locale "La Usc di Ladins", ha detto che si trattava di un "test" e che volevano vedere le reazioni. Erano stanchi dell'interminabile processione di turisti, che spesso non avevano rispetto per la natura e lasciavano rifiuti. Il tornello attualmente è coperto e non più in funzione. Anche Zanella punta il dito contro questo turismo 'mordi-clicca-fuggi'.

"Sul Seceda la situazione è diventata insostenibile, è il caso", spiega. I turisti arrivano addirittura con le e-bike in quota per un selfie veloce con le famose Odle e scendendo lungo gli alpeggi con le grosse ruote danneggiano il prato, che a quelle quote ricresce solo molto lentamente. Queste ferite in caso di forte piogge possono creare grossi problemi per la tenuta dei prati. "Il contadino evidentemente è stufo", aggiunge il presidente di Cai Alto Adige. Oltre il danno anche la beffa, insomma. "Per salire in funivia il turista paga 48 euro, poi spende una trentina di euro in malga, al contadino che deve pulire, come anche ai volontari che sistemano i sentieri non resta nulla", evidenza Zannella. "Dobbiamo assolutamente educare i turisti, così non si può andare avanti", aggiunge.













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