MONTAGNA

«Mitico John Ball»: l'altro sguardo del grande studioso delle vette

Il nuovo libro di Paolo Francesco Zatta, con prefazione di Alessandro Gogna, esplora gli aspetti meno noti del celebre scienziato e alpinista irlandese, ideatore ed editore di pubblicazioni che segnarono la storia in particolare delle Dolomiti

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Un nuovo libro esplora gli aspetti meno noti di una figura celebre nel mondo alpino e dolomitico, uno studioso irlandese che ha segnato la letteratura d'alta quota: il volume si intitola «Mitico John Ball. Il lato meno noto di un grande studioso del mondo alpino» ed è firmato da Paolo Francesco Zatta, con prefazione di Alessandro Gogna (Cierre edizioni, 156 pagine, 15 euro).

John Ball fu il primo presidente (1858-1860) dell’Alpine club di Londra, ideatore ed editore di pubblicazioni che segnarono la storia dell’alpinismo, in particolare nelle Dolomiti.

Nato a Dublino il 20 agosto 1818, fu ammirato sia per le sue doti umane, sia per il suo straordinario attaccamento allo studio delle scienze, in particolare della botanica, che lo occupò per buona parte della sua esistenza, e della glaciologia.

Fu anche impegnato in politica e nel 1846 divenne assistente commissario per la legge sui poveri, legata all’infausta crisi della patata (1845-1848). A 40 anni decise di lasciare definitivamente la politica per dedicarsi esclusivamente alle attività scientifiche, viaggiando molto, collezionando instancabilmente materiale naturalistico e scrivendo articoli scientifici e di esplorazione alpina, per diffondere la cultura dell’ambiente di montagna.

Scrive  Alessandro Gogna nella prefazione: «Ci sono alcuni protagonisti della storia dell’alpinismo dei quali si è sempre scritto troppo, mentre altri sono stati del tutto e a torto dimenticati.

Solo pochi sono stati oggetto di belle pubblicazioni, perché il loro pensiero e le loro azioni hanno lasciato il segno, non solo nella loro epoca. Uno di questi è John Ball. Non c’è trattato di storia dell’alpinismo, in qualunque lingua europea, che non citi l’opera di questo illustre personaggio della scena ottocentesca.

Eppure la curiosità di saperne di più è così palpabile che, limitandoci alla sola lingua italiana, in due anni ben due sono state le pubblicazioni su di lui: la presente e il lavoro di Fabrizio Torchio, John Ball esploratore delle Alpi. Una vita tra vette, valichi e ghiacciai (Monte Rosa, 2024).

Paolo Francesco Zatta investiga in questo volume, così come recita il sottotitolo, Il lato meno noto di un grande studioso del mondo alpino, gettando luce sui molteplici interessi che hanno caratterizzato la vita di Ball al di là dell’esplorazione alpinistica.

Il nostro era infatti prima di tutto uno studioso della montagna a tutto campo, quindi naturalista, botanico, meteorologo, glaciologo: la passione per l’alpinismo venne di conseguenza. Si occupò anche di politica – fu deputato liberale dal 1852 al 1856 e sottosegretario alle colonie nel periodo 1855-1858 –, ma il suo apporto culturale è legato soprattutto alle opere con le quali contribuì alla conoscenza completa dell’arco alpino.

Visitò le Alpi per la prima volta nel 1827 e, in quell’occasione, salì da Chamonix fino al Montenvers e scalò anche il Salève.

Tali esperienze segnarono profondamente la sua vita, e anche per questo dal 1840 fino alla sua morte non passò anno senza che Ball si recasse sulle Alpi, in ciò favorito anche dal matrimonio con una gentildonna di Bassano, Elisa Parolini.

La sua proposta di pubblicare annualmente un volume rivolto ai frequentatori delle Alpi fu accolta dall’editore e alpinista William Longman che, nel 1859, diede alle stampe il primo volume di Peaks, Passes and Glaciers, a cura di John Ball, che fu precursore dell’«Alpine Journal».

Tuttavia, l’opera maggiore è rappresentata dalle Ball’s Alpine Guides, un ciclo di tre guide e monografie sistematiche sulle Alpi Occidentali (The Western Alps, 1863), Centrali (The Central Alps, 1863) e Orientali (The Eastern Alps, 1868). Frutto di una conoscenza diretta, ebbero grande successo perché furono redatte in una forma divulgativa accessibile a tutti. In The Eastern Alps, la parte relativa alle Dolomiti divenne un punto di riferimento: nuove edizioni si ebbero nel 1869, 1870, 1874 e 1879».

Paolo Francesco Zatta, nato a Venezia, vive a Piove di Sacco (Padova). Già docente e direttore di un centro di ricerca del Cnr all’Università di Padova, da molti anni si occupa di saggistica storica.

Ha fondato la collana di studi storici e tradizioni locali della Cleup di Padova ed è autore di articoli scientifici e saggi con i quali ha guadagnato diversi riconoscimenti in premi letterari e di saggistica. Con Cierre ha pubblicato "Michele Bettega. La prima guida alpina delle Dolomiti del Primiero" (2020).

In alto, la copertina del volume, che ripropone un'immagine di John Ball nel 1858, tratta da «Alpine Journal», 62, 1957, Biblioteca della montagna-Archivio storico Sat Trento.













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