Messner: nel mio documentario sul K2 una delle più belle storie italiane del '900
Il re degli ottomila, ieri sera, 21 aprile, era in sala a Bolzano, per la prima proiezione altoatesina dell'opera sulla controversa spedizione che nel 1954 conquistò la seconda vetta più alta del mondo. «È una ricostruzione dettagliata di una vicenda per molti anni rimasta nascosta».
GALLERY K2, Messner indaga un capitolo controverso
IMPRESA Tamara Lunger seconda italiana a scalare il K2
«Non si tratta di un docu-film, ma di una ricostruzione dettagliata - grazie all'uso di materiale storico e d'archivio - di una vicenda per molti anni rimasta nascosta», così il re degli Ottomila, Reinhold Messner, in occasione della prima altoatesina a Bolzano del suo ultimo film, "K2. La grande controversia", un progetto pensato per il grande schermo che racconta la famosa spedizione italiana sul K2 del 1954.
Messner sarà presente anche alla proiezioni del 30 aprile, a Merano, al cinema Ariston.
L'opera cinematografia era stata presentata in anteprima l'anno scorso al Trento Film Festival e in prima nazionale al teatro Manzoni di Milano.
«Nel documentario ho deciso di utilizzare la mia madrelingua, il tedesco, per raccontare con veridicità e massima attenzione e responsabilità quella che ritengo una delle più belle storie italiane del secolo scorso.
Il racconto non ripercorre soltanto la vicenda in sé, ma si sofferma anche - e soprattutto - sugli aspetti psicologici che hanno accompagnato i suoi protagonisti».
Al centro la figura chiave di Walter Bonatti: «La sua eredità è fatta di valori che ci accompagneranno per i prossimo 150 anni; Bonatti ha dato la base filosofica dell'approccio alle grandi imprese dell'alpinismo, allacciandosi ai pionieri prima di lui», conclude Messner.
Il documentario, che si propone come una riflessione profonda sulla natura umana, sull'onore e sulla ricerca della verità, è stato proiettato ieri, 21 aprile, al cinema Capitol di Bolzano per la prima altoatesina.
Scriveva il Trento Film Festival presentando il documentario un anno fa: «Che l’esito sia tragico o glorioso, la maggior parte delle imprese alpinistiche viene raccontata come un’epopea eroica. Così è stata tramandata anche la versione ufficiale della prima ascensione del K2, compiuta da una spedizione italiana nel 1954. Tuttavia, è poco noto che dietro il successo di questa impresa si cela una storia di diffamazione.
Nel suo nuovo documentario, Reinhold Messner mostra quanto facilmente la solidarietà tra compagni di cordata possa trasformarsi in inganno e tradimento, seguendo le tracce del grande sconfitto della spedizione: Walter Bonatti.
Dopo una serie di accuse e tentativi di screditarlo da parte dei suoi compagni, Bonatti è stato ufficialmente riabilitato solo nel 2008. Attraverso un avvincente intreccio di materiale d’archivio e ricostruzioni, Messner racconta cosa è realmente accaduto e come, alla fine, Bonatti abbia ottenuto giustizia».
Il docufilm di Messner dura 67 minuti ed è stato realizzato in collaborazione con il Club alpino italiano e l’associazione Vivere la montagna.
Fra le date già programmate, la proiezione del 10 giugno prossimo a Borgo Valsugana, al cineteatro del centro scolastico De Gasperi
Qui il calendario completo delle proiezioni.