Escursioni e pericolo valanghe: quella consapevolezza necessaria
Importante serata proposta venerdì 6 febbraio dalla Sat di Riva del Garda con la guida alpina e soccorritore Maurizio Lutzenberger, fra i principali esperti italiani. Lo studio attento dei bollettini e del grado di pericolo, la programmazione scrupolosa valutando le condizioni dei luoghi (accumuli, pendenze, orografia), le modalità di escursione, i dispositivi di emergenza, ma anche la consapevolezza che bisogna saper rinunciare
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Nell'anno del centenario, la Sat di Riva del Garda (fondata ufficialmente il 24 marzo 1926) organizza una serie di appuntamenti: il primo, con focus sulla sicurezza, è in programma venerdì 6 febbraio nella la sala della Comunità di valle (via Rosmini).
L'incontro, alle 20.30, ingresso gratuito, affronterà il tema: «La montagna innevata. Studiare le valanghe per sviluppare consapevolezza».
Il relatore sarà Maurizio Lutzenberger, guida alpina, istruttore e membro del Soccorso alpino, fra i principali esperti italiani in materia di neve e valanghe. Sarà un'occasione per tutti di ricevere consigli e di approfondire le proprie nozioni su come affrontare gli ambienti innevati camminando o facendo scialpinismo.
Sarà un'occasione anche per chiedere spiegazioni su aqspetti specifici, su dettagli, nell'ambito di quelle che sono le regole fondamentali: studiare e interpretare correttamente il bollettino valanghe per preparare consapevolmente l'escursione e portare sempre con sé il kit di sicurezza con radioricetrasmittente Arva, pala e sonda (come previsto anche dalla legge). E dopo nevicate abbondanti sarà sempre il caso di evitare i pendii ripidi, bisogna dare il tempo alla neve di assestarsi.
Va tenuto presente che anche una situazione apparentemente tranquilla potrebbe nascondere delle insidie, per esempio anche rispetto alla distanza di sicurezza da un pendio a rischio: valutarla correttamente non è un'operaione banale e si potrebbe finire in una illusoria situazione di riparo.
Ma vediamo le osservazioni che lo stesso Maurizio Lutzenberger ha fatto un paio di mesi fa, intervistato dall'Adige: «Il bollettino va letto sempre, con attenzione e integralmente. Ma bisogna ricordare che il grado di pericolo indicato esprime una probabilità: come nella roulette russa, anche se il grado è "solo" 2 vuol dire che comunque due pallottole ci sono.
Quindi bisogna capire le situazioni che sono catalogate dal bollettino e poi, quando si è sul posto, valutare se tutto corrisponde.
E va ricordato che i gradi sono esponenziali, ovvero due è il doppio di uno.
In generale il primo consiglio è di programmare bene la salita, studiando i luoghi, gli accumuli, le pendenze e l'orografia.
Poi bisogna muoversi sempre uno alla volta, almeno sui pendii più ripidi, quelli oltre i 30 gradi: il pericolo non cambierà, ma i rischi diminuiscono.
Il terzo punto riguarda autosoccorso e preparazione: non andare in gruppi troppo numerosi, ricordarsi che l'attrezzatura la si compra non per se stessi ma per i compagni.
Infine, ma non meno importante, l'opzione rinuncia. Ovvero saper dire di no, saper rinunciare, sapersi fermare quando si percepisce un potenziale pericolo o le condizioni non permettono di andare avanti».