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C’è voglia di casa in montagna e i prezzi salgono. Al top? Campiglio

A Campiglio cresciuti il costo medio del mattone (oltre 5.400 euro a metro) e la richiesta di immobili: più 77%. Ma non è in Rendena la località più cara delle Alpi 

TRENTO. Nel 2021 gli italiani desiderosi di acquistare una seconda casa in montagna hanno dimostrato una predilezione per le Alpi, nonostante i prezzi significativamente più elevati rispetto alle montagne appenniniche.

É quanto emerge da una analisi svolta dal portale Immobiliare.it con la sua business unit Immobiliare Insights specializzata in studi di mercato, da cui si evince che l’80% della domanda di immobili in quota si sia focalizzata sulla catena alpina.

A confronto con il 2020 la domanda di seconde case sulle Alpi si è mantenuta stabile, nonostante un contemporaneo aumento delle offerte del 6%, mentre sugli Appennini, le montagne low cost d’Italia, ha subito un calo del 9%.

In termini di costi medi, sulle Alpi ci aggiriamo sui 4.060 euro al metro quadro, contro i 1.400 euro al metro quadro degli Appennini.

“Per spiegare il generale calo di interesse verso gli immobili in vendita in montagna bisogna tener conto dell’anno appena trascorso – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – . Nel 2020 in questo stesso periodo quasi tutta l’Italia era colorata di rosso e il bisogno di evasione era molto più sentito di oggi.

L’idea della casa in montagna rappresentava la risposta al desiderio di potersi allontanare dalla città e riuscire a godere di spazi più ampi nei periodi di chiusura. Oggi siamo tornati in città liberi di muoverci e questo ha ridimensionato il desiderio di evasione e le ricerche nelle località più remote”.

Come anticipato, il costo al metro quadro delle case alpine è leggermente aumentato nel 2021 a confronto con il 2020. Si calcola un aumento del +6%.

A crescere maggiormente (+12%) sono stati i costi delle zone di Madonna di Campiglio (5.443 euro/mq) e dell’Altopiano di Asiago (2.275 euro/mq). Madonna di Campiglio è anche la località italiana di montagna che ha riscosso il maggior interesse nel 2021, mostrando un aumento della domanda pari al 77%.

La località più cara? Cortina d’Ampezzo, con 10.115 euro di costo medio degli immobili al metro quadro.

A seguire Selva di Val Gardena (9.130 euro/mq) e Ortisei (8.320 euro/mq).

Tra le località che hanno visto nel 2021 un aumento della domanda troviamo anche la Val Gardena, con una impennata del 29%, seguita da San Martino di Castrozza con un +21%.

Al contrario, un crollo della domanda si è registrato a La Thuile, in Val d’Aosta, dove la domanda di immobili in vendita è scesa del 37% rispetto al 2020, seguita da Pragelato in Piemonte (-23%) e Courmayeur dove, nonostante la riduzione della domanda del 10%, il prezzo del mattone è aumentato del 7% (7.215 euro/mq).

Gli Appennini hanno mostrato un calo della domanda, nonostante i prezzi decisamente più contenuti rispetto a quelli delle Alpi. La località più “cara” è risultata essere Roccaraso, località turistica e sciistica abruzzese (2.440 euro/mq), seguita da un’altra località sciistica abruzzese: Ovindoli (1.600 euro/mq). La località più low cost tra le low cost? Camigliatello Silano, in Calabria. Costo medio: 715 euro al metro quadro.

Un aumento delle richieste si è registrato a Pescasseroli (circa + 30%), con riduzione contemporanea dei prezzi a 1.400 euro/mq (-6% rispetto al 2020). La località abruzzese, insieme ad Abetone Cutigliano in Toscana (+10%), rappresenta una eccezione di domanda in aumento rispetto al panorama generale appenninico. Calo significativo si è registrato a Cimone, in Emilia Romagna (-27%), Corno alle Scale (-22%), nell’Appennino Tosco-Emiliano, e il sopracitato Camigliatello Silano (-21%).