MONTAGNA

Basta un debole sovraccarico per causare valanghe: appelli alla massima prudenza

Dopo le ultime nevicate sono stati diversi gli incidenti, uno grave è avvenuto in Trentino. Anche i servizi  Meteomont dei carabinieri e del comando truppe alpini invitano escursionisti e sciatori a valutare con attenzione i percorsi, a evitare pendii ripidi e se del caso a rinunciare: ecco il nuovo bollettino

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Anche il servizio Meteomont dell'arma dei carabinieri lancia un appello alla massima prudenza in montagna, dato l'elevato pericolo di valanghe.

Nei giorni scorso, purtroppo, non sono mancati gli incidenti. Domenica 15 marzo si sono registrate valanghe con persone travolte e ferite (due sulle Alpi Orobiche e una sulla Maiella), ieri una slavina sul massiccio del Tonale, sul Presena, in alta Val di Sole, ha colpito due sciatori fuori pista (due fratelli polacchi) e uno di loro, 19enne, è stato trasportato in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento, in gravissime condizioni.  

Tuttora, secondo l'aggiornamento del tardo pomeriggio odierno, il giovane è ricoverato in prognosi riservata in rianimazione: era rimasto semisepolto sotto una valanga che si è staccata lungo un canale molto esposto a ridosso della pista, a una quota di 2.700 metri. Sul posto erano intervenuti due operatori del Soccorso alpino impegnati nel servizio piste, allertati sia da alcuni sciatori sia dai militari delle truppe alpine dell'esercito. Il fratello del giovane aveva già cominciato a scavare nella neve per liberarlo. Il 19enne è stato estratto incosciente ed è stato sottoposto alle prime manovre di rianimazione dai due soccorritori.

Meteomont è un servizio dell'arma dei carabinieri (che collabora con l'omonimo servizio del comando truppe alpine) impegnato nell'osservazione e raccolta dei dati meteo-nivologici necessari a comprendere la dinamica trasformazione del manto nevoso e prevedere il grado di pericolo valanghe, invita i frequentatori della montagna innevata alla massima prudenza, consigliando, nei casi di maggior rischio con grado di pericolo Forte 4, di rinunciare all'escursione fuori dai comprensori controllati.

Nelle situazioni più sicure, con manto nevoso sufficientemente consolidato, si raccomanda di evitare i pendii più ripidi, scegliere con attenzione gli orari per le attività in quota e gli itinerari, portare sempre al seguito il kit di autosoccorso (artva, pala, sonda) e consultare attentamente il bollettino di previsione neve e valanghe del settore montano di interesse.

Questo il bollettino diffuso da Meteomont comando truppe alpine questo pomeriggio per la nostra regione e valido riguardante la giornata di domani, 18 marzo.

Strati superficiali di neve fresca umida-bagnata su strati debolmente consolidati. Il manto nevoso è debolmente consolidato solo su alcuni pendii ripidi.

Nel settore di competenza il manto nevoso ha uno spessore che varia, a seconda della zona e delle esposizioni, dai 50 agli 120 cm ad una quota media di 2000/2300 m.

La perturbazione appena trascorsa, ha apportato circa da 15 a 40 cm di neve fresca. Tale perturbazione, è stata accompagnata da forti venti che hanno favorito la formazione di nuovi accumuli eolici che poggiano su un manto sfavorevole.

Sui pendii più ombreggiati, sono ancora presenti, soprattutto negli strati basali del manto nevoso, strati significativi di cristalli sfaccettati.

Il legame tra nuova e vecchia neve è scarso e il manto nevoso è estremamente variabile a distanza di pochi metri. 

In considerazione degli importanti accumuli di neve ventata in conche, canaloni, cambi di pendenza e pendii sotto vento in genere, è richiesta una grande capacità di valutazione locale ed individuazione dell'itinerario. Meteomont rammenta ARTVA, pala e sonda sempre al seguito.

Nel settore di competenza il pericolo valanghe, va da MODERATO (2) a MARCATO (3).

La perturbazione appena trascorsa,è stata accompagnata da forti venti, apportando dai 15 a 40 cm di neve, localmente anche di più. I nuovi accumuli di neve ventata si sono formati soprattutto nelle zone in prossimità delle creste, nelle conche e nei canaloni.

Sui pendii ombreggiati, gli strati di neve superficiale, poggiano su un manto nevoso ancora sfavorevole caratterizzato da cristalli sfaccettati soprattutto nelle zone più ombreggiate.

Il manto nevoso rimane particolarmente variabile a distanza di pochi metri soprattutto in alta quota. Il legame tra nuova e vecchia neve risulta scarso.

Valutare quindi con attenzione le classiche zone di accumulo, conche, canaloni, zone sotto cresta o riparate dal vento e salti di roccia ricordando che i punti pericolosi aumentano con l'aumentare della quota.

Il distacco è possibile già con un debole sovraccarico soprattutto sui pendi ripidi indicati.

Talvolta sono possibili alcune valanghe spontanee di grandi dimensioni e , in singoli casi anche molto grandi













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