giovani agricoltori

Alex Pellegrini, il contadino di 21 anni che vive e lavora sulle cime dei monti

Figlio del presidente del caseificio sociale di Revò, appena terminata la scuola si è buttato nell’azienda di famiglia con quasi 90 capi e 38 ettari di prati

di Carlo Bridi

TREGIOVO. Sembra impossibile, ma anche a 1100 metri di quota si trovano giovani che sono degli autentici gioielli. Chiarezza di idee, voglia di fare, grande amore per l’ambiente e qualità della produzione.

E’ questo il caso di Alex Pellegrini, di appena 21 anni, un giovane della frazione di Tregiovo sul Mezzalone, quel panettone della Valle di Non che si sviluppa sulla destra, prima di imboccare la Valle di Sole, sopra Cles da Cagnò fino a Fondo. Ebbene, su verso il confine con l’Alto Adige, si trova un paesino dove diversi giovani che, nonostante i limiti dell’altitudine, hanno scelto di fare gli allevatori. Alex è uno di questi.

Dopo aver frequentato la scuola professionale all’Istituto Agrario di San Michele, per tre anni, è poi entrato in azienda a fianco del papà Eddy.

Ma per poter accedere al premio d’insediamento ha dovuto frequentare anche il corso delle 600 ore organizzato sempre da FEM per giovani aspiranti imprenditori agricoli in quanto gli mancava un anno al conseguimento del diploma.

«Un corso – afferma Alex – molto interessante soprattutto per la parte riguardanti gli impegni burocratici degli imprenditori agricoli». Non ha ancora presentato la domanda per il premio d’insediamento che pensa di presentare più tardi.

Le caratteristiche dell’azienda.

A questa altitudine l’azienda non può che essere zootecnica: complessivamente la mandria è composta di 86 capi fra vacche in produzione e capi da rimonta. La superficie complessiva dei prati falciati è di 38 ettari, parte in proprietà e parte in affitto.

Considerato che per Alex e il papà Eddy, la qualità è l’obiettivo principale, a costo di perdere qualcosa sulla quantità, già dai primi giorni della scorsa settimana ha iniziato la fienagione pur essendo in alta quota.

In questo modo si ha un foraggio di altissima qualità che poi viene integrato dall’erba medica, unico foraggio, assieme al mangime, che viene acquistato perché a questa altitudine non si può produrre. In questo modo sui prati migliori riesce a fare anche tre tagli, mentre negli altri dopo il secondo taglio vengono utilizzati per il pascolo delle giovenche quando tornano dalla malga a settembre.

La produzione di latte

La produzione media capo/lattazione è di circa 81 quintali, ottimi i titoli di grassi: 4%, proteine 3,5%. «La produzione non può essere certificata OGM free – spiega il giovane agricoltore – perché non c’è la certezza sulla provenienza dell’erba medica da prati coltivati in modo biologico, mentre i mangimi sono tutti OGM free, ma questo non vuol dire che non ci sia attenzione all’ambiente. Questo vale anche per l’inquinamento da deiezioni zootecniche, che cerchiamo di distribuire nei prati nei momenti più opportuni». Il giovane Pellegrini è impegnato in azienda a tempo pieno da 3 anni, come coadiuvante di papà Eddy, ma in prospettiva le cose potrebbero cambiare quando farà la domanda per l’ottenimento del premio d’insediamento. 

Il latte viene conferito al caseificio Monte Ozolo di Revò, un caseificio che fin dagli anni ottanta- novanta del secolo scorso ha sempre mietuto molti premi con il suo burro, e i suoi formaggi Trentingrana, vincendo più volte le zangola d’oro, premio molto ambito particolarmente per i casari.

Il prezzo medio liquidato ai soci nell’ultimo bilancio chiuso da poco, è di 0,57 euro a kg, al quale va aggiunto il premio di qualità e visto che la nostra azienda punta molto sulla qualità integrale, il prezzo pagato per il nostro latte è stato superiore ai 0,60 euro a kg, precisa Pellegrini.

Tanto impegno nel sociale e pochi hobby

Sull’esempio del padre Eddy, presidente del Caseificio sociale dove conferiscono il latte, anche Alex è impegnato nel sociale, nell’associazione culturale: “San Maurizio”, molto attiva in tutte le attività di paese.

E gli hobby? «Purtroppo non c’è il tempo, specialmente durante gli inverni come l’ultimo: sono stato molto impegnato nello sgombero della neve sulle strade comunali e provinciali, inoltre aiuto anche nel caseificio, in questo modo abbiamo potuto integrare il reddito familiare. La nostra attività è molto rispettata anche dagli amici che svolgono un’altra attività professionale, mentre con gli altri 7-8 che hanno una stalla, che conducono o in modo professionale o part-time, c’è un bella intesa».

E il turismo? «Sta iniziando ora a scoprire le bellezze della nostra zona», conclude Alex.