Montagna

Malore per Simone Moro sull'Himalaya, il grande alpinista in ospedale: "In miglioramento"

Lo rende noto sui social il suo staff. Il 58enne bergamasco "è sotto cure medicali e sta effettuando approfonditi esami medici" dopo avere accusato un malore durante una escursione dopo aver raggiunto la vetta ed effettuato la discesa dal Mera Peak, che con i suoi 6.476 metri è una tra le più alte cime dell'Himalaya.



Malore sull'Himalaya per Simone Moro. L'alpinista di fama mondiale, l'unica persona nella storia ad aver realizzato 4 prime ascensioni invernali assolute su una vetta di 8.000 metri, è ricoverato in ospedale a Kathmandu, in Nepal, per accertamenti. "Sta meglio ed è di buon umore", precisa sui social lo staff del bergamasco, classe 1967, per tranquillizzare la famiglia e i tanti fan dello scalatore "dopo che alcuni media hanno iniziato a riportare la notizia".

Moro si trovava nella valle del Khumbu per acclimatarsi prima di tentare la salita invernale del Manaslu, l'ottava montagna più alta del mondo, assieme al giovane nepalese Nima Rinji Sherpa e al fotografo polacco Oswald Rodrigo Pereira. Si è sentito male venerdì a Khare, piccolo villaggio a poco più di 5mila metri di altitudine.

Il giorno prima era salito in cima al Mera Peak, che con i suoi 6.476 metri è una tra le più alte cime dell'Himalaya. "Dopo aver raggiunto la vetta e aver effettuato la discesa dal Mera Peak - spiega lo staff dell'alpinista - ha avvertito un forte malessere durante una escursione". E, "dopo una videochiamata in diretta con i suoi medici di fiducia in Italia, è stato disposto un immediato trasferimento medico.

A causa dell'ora tarda, ciò non è stato possibile lo stesso giorno, quindi il giorno seguente è stato trasportato in elicottero a Kathmandu per ulteriori esami". Le sue condizioni non sembrano destare preoccupazione. Serviranno tuttavia "approfonditi esami medici" per scongiurare gravi patologie e dimetterlo.

"Al momento non ci sono ulteriori aggiornamenti. Condivideremo ulteriori informazioni non appena saranno disponibili", si limita ad aggiungere lo staff dell'alpinista che in carriera ha raggiunto quattro volte la vetta dell'Everest e ha all'attivo oltre settanta spedizioni sulle vette più alte del mondo.

"Ho visto l'abisso da vicino", ha raccontato in passato il bergamasco, che più volte ha rischiato la vita. Come nel 2011, quando durante la discesa dal Gasherbrum

II è stato travolto da una valanga che uccise il compagno Gerfried Göschl e lo sherpa Nawang Sherpa, i cui corpi non sono mai stati trovati. O nel gennaio 2020, sempre sul Gasherbrum, dove Moro e Tamara Lunger sono stati coinvolti in una caduta in un crepaccio, risolta con la sopravvivenza di entrambi, ma che ha interrotto la spedizione. 













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle