«La scomparsa dei ghiacciai è inarrestabile, bisogna limitare i danni»
Il vicepresidente della Società geologica italiana, Giulio Di Toro, al congresso: abbiamo le competenze tecnico-scientifiche per intervenire, ma manca un piano globale delle risorse: bisogna spendere i soldi in maniera diversa
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«La scomparsa delle grandi masse di ghiaccio sulle Alpi è un fenomeno che non possiamo più fermare». A dirlo è il vicepresidente della Società geologica italiana, Giulio Di Toro, docente all'università di Padova nel dipartimento di Scienze della terra, all'apertura dei lavori del congresso congiunto della Società italiana di mineralogia e petrologia e della Società geologica italiana, che ha richiamato al centro congressi euganeo oltre mille studiosi italiani, europei e nord americani.
«La scomparsa dei ghiacci - ha continuato Di Toro - assieme all'espansione dei mari a causa dell'aumento delle temperature sono due fenomeni inarrestabili, almeno per il prossimo secolo. Stiamo vivendo un'epoca di cambiamenti straordinari per l'umanità: abbiamo le competenze tecnico-scientifiche per sapere come intervenire per limitare i danni. Quello che manca è un piano globale delle risorse: bisogna spendere i soldi in maniera diversa».
Il convegno, che terminerà giovedì, vedrà la partecipazione durante i lavori di Luca Parmitano, astronauta dell'Agenzia spaziale europea, che condividerà la sua visione del pianeta Terra dallo spazio, guardando verso nuove frontiere e parlerà delle future missioni sulla Luna e su Marte.
Jan Zalasiewicz, geologo polacco, paleontologo dell'Università di Leicester, che ha guidato il Gruppo di lavoro sull'antropocene, presenterà studi e ricerche al riguardo, sul cambiamento planetario.
Sabrina Speich, ricercatrice affermata a livello internazionale anche sulla modellistica oceanica, si concentrerà sulle dinamiche oceaniche e sul loro ruolo nel cambiamento climatico.
[Nella foto, la Marmolada vista dalla zona delle Tofane, credits: Zenone Sovilla]