Raduno di 300 trattori d'epoca allo Stelvio. La protesta ecologista: "Segnale dannoso"
La sfilata del 21 giugno prevede che trecento vecchi mezzi agricoli percorrano il lungo valico per festeggiare i 200 anni di apertura della celebre strada alpina. I mezzi saranno alimentati a olio vegetale, ma gli ecologisti criticano il senso dell'iniziativa ("in tempi di crisi climatica servono piuttosto eventi sulla sostenibilità) e anche gli effetti pesanti che avrà sul traffico sul passo
STELVIO. Il prossimo 21 giugno il passo dello Stelvio ospiterà un raduno con protagonisti circa 300 trattori d'epoca. Il cosiddetto "Oldtimer Traktor Tour", organizzato in occasione del 200° anniversario della strada, viene pubblicizzato come uno spettacolo alpino ricco di tradizione.
«Tuttavia, in tempi di crisi climatica, questo evento sembra piuttosto una messinscena anacronistica, dal retrogusto amaro», è il commento degli ambientalisti altoatesini.
È vero che i partecipanti sono obbligati a fare il pieno con 20 litri di olio vegetale idrotrattato, ma per Roland Plank, esperto per la tutela del clima della Federazione Ambientalisti Alto Adige, non è sufficiente: «L'uso dell'olio vegetale, in fin dei conti è solo una iniziativa simbolica visto che non risolve il problema di fondo: si tratta infatti di un'esibizione dannosa per il clima con vecchie macchine diesel in un'area ecologicamente sensibile».
Anche Elisabeth Ladinser, presidente della Federazione, è molta critica: «Mandare una colonna di ferraglia attraverso un ambiente naturale delicato proprio in occasione dell'anniversario di una delle più straordinarie strade alpine, è un brutto segnale. Invece di dare un vero esempio di mobilità sostenibile si celebra il passato con una nuvola di fumo».
Ma c'è di più: a causa della lentezza dei veicoli, il rischio è quello di un collasso del traffico in Val Venosta, con notti insonni per residenti e villeggianti. La pace del Parco Nazionale dello Stelvio verrà messa alla prova dai rumori continui, sottoponendo così la fauna selvatica a uno stress inutile.
Gli ambientalisti chiedono che la Provincia tuteli il Parco Nazionale e i suoi abitanti e così lanciano un appello affinché si ripensi radicalmente all'organizzazione dell'evento, un appello che lanciano alle istituzioni pubbliche - in particolare ai Comuni e alle associazioni turistiche - affinché si dissocino apertamente da manifestazioni di questo tipo.