Ambiente

Cortina, Mario Brunello suona il violoncello tra i larici abbattuti per la pista da bob: «Uno scempio»

Iniziato il taglio dei 200 alberi nel bosco per far spazio al cantiere dell’impianto che servirà per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il musicista: «La mia è una richiesta di pietà»

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CORTINA. Ha preso il violoncello e ha suonato «una richiesta di pietà per questi larici». Protagonista della singolare protesta è stato ieri (21 febbraio) il noto  violoncellista Mario Brunello, che si è recato nei pressi del cantiere della pista da bob di Cortina D'Ampezzo, dove è iniziato l'abbattimento di parte del bosco per il cantiere dell'impianto delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il musicista ha suonato "Il cigno" di Camille Saint Saens e Stelutis Alipins, un pezzo corale friulano che racconta delle stelle alpine che ricrescono ogni anno dove riposano i corpi degli alpini morti in guerra.

Poche settimane fa è stato firmato l’accordo per realizzare nel centro ampezzano la pista di bob, skeleton e slittino per le Olimpiadi: l'impresa Pizzarotti effettuerà i lavori.
«Sono qui - ha detto Brunello - per dare voce a questi larici, che sono qui da secoli, e non hanno avuto l'opportunità di vivere con la musica, ma una voce dovrebbero averla e dovrebbero essere ascoltati. E' una richiesta di pietà per uno scempio che sta avvenendo in questo bosco di Ronco per un'improbabile pista di bob. Con un po' di musica ho provato a dare a loro una voce, a esprimere una richiesta di pietà, proprio adesso che abbiamo bisogno del loro aiuto per questo pianeta».
Le operazioni di taglio, iniziate all’alba, si sono interrotte per la mancanza di recinto e cartelloni di indicazione del cantiere, e in seguito sono riprese nel primo pomeriggio. Sul posto la consigliera veneta di Europa Verde Cristina Guarda: «Non c'è pietà per le nostre montagne - ha detto - che contano meno di una pista da bob che verrà costruita per ambizioni personalistiche e con oltre 120 milioni di euro pubblici, col rischio di non consegnarla nemmeno per i Giochi olimpici invernali. Nonostante le tante promesse, tutti sanno che questa pista verrà poi dismessa per l'eccesso di costi per mantenerla in vita: in una montagna con sempre meno neve si andrà a costruire un freezer a cielo aperto, che per essere attivo consumerà energia e acqua, mentre ai cittadini si impone il risparmio».













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