Generazioni

Manuel Profaizer e il futuro dell’agricoltura in Val di Non

Manuel Profaizer, giovane imprenditore agricolo di Vasio, tra formazione, innovazione e attenzione alla sostenibilità ambientale

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Carlo Bridi


La storia di questa settimana viene dall’Alta Valle di Non e precisamente da Vasio, dove abbiamo incontrato Manuel Profaizer, un giovane di appena 20 anni, ma molto maturo per la sua età.

Manuel, dopo aver conseguito il diploma di operatore elettrico presso la scuola professionale Enaip di Cles, sta frequentando il secondo anno del corso BPIA organizzato dalla Fondazione E. Mach coordinato dal Prof. Paolo Dallavalle. "Il corso è molto interessante, ci dice il giovane, ed è finalizzato alla qualificazione professionale dei giovani che si insediano in agricoltura: l’obiettivo è quello di aiutarci a rimanere al passo con i tempi, con tecnologie e innovazioni compatibili con la salvaguardia dell’ambiente".

"Inoltre è anche molto importante perché ci dà la possibilità di incontrare e confrontarci con realtà diverse dalla nostra e avere una maggiore apertura verso i cambiamenti che l’evoluzione del settore agricolo comporta. L’attività formativa è concentrata tra novembre e marzo di due annate consecutive. Io ho iniziato a frequentare a novembre 2024". “Le materie che per me sono state più interessanti sono quelle che

analizzano l’andamento del mercato e aiutano a indirizzare le scelte verso le varietà colturali più richieste, quelle che approfondiscono le varie tecniche di produzione, l’economia e la contabilità agraria e quelle che presentano le politiche agrarie in atto così da poter avere un aiuto nella pianificazione dei futuri investimenti”.

Con l’anno 2026 Manuel ha presentato la domanda di primo insediamento, per poter ottenere il contributo di 40.000 euro previsto per i giovani imprenditori agricoli: “questo contributo mi aiuterebbe a iniziare arealizzare il mio piano aziendale che consiste nell’ ampliare la superficie coperta da reti anti grandine, proseguire con i rinnovi e in futuro cominciare a innovare il parco macchine. Se possibile vorrei anche ampliare la superficie coltivata a ciliegio, precisa. La superficie aziendale è di 6 ettari, coltivati per 5,3 ettari a melo in proprietà e in parte in affitto e 7000mq a ciliegio.

Le varietà principale di ciliegio è la Kordia, seguita da Regina e Areko come impollinanti per circa un quinto delle piante messe a dimora. Per quanto riguarda le mele la varietà prevalente è la Golden Delicious, seguita da Evelina, Sweettango, Gala, Fuji e Renetta Canada. Per le varietà precoci ovvero Sweettango e Gala la raccolta viene fatta con la

collaborazione famigliare, mentre per il dirado, "la raccolta delle ciliegie e delle altre varietà di mele abbiamo bisogno di assumere personale".

Perché la scelta di fare l’imprenditore agricolo chiediamo a Manuel?. “Fin da piccolo seguivo mio padre nei prati e ho coltivato la passione per l’agricoltura". "Dopo aver conseguito il diploma di operatore elettrico, ho lavorato per 2 anni come dipendente e aiutavo mio papà nel tempo libero, ma la mia aspirazione è sempre stata quella di poter fare l’imprenditore agricolo sulle orme di mio padre. Mi ritengo fortunato perché sto partendo con l’azienda di famiglia, perché al giorno d’oggi, visti i costi dei terreni e delle attrezzature sarebbe molto problematico partire da zero”.

Dopo 2 anni Mauel non è pentito della scelta anche se è consapevole delle molteplici difficoltà che l’agricoltura odierna deve affrontare. Ad esempio la zona dell’Alta Val di Non è ultimamente soggetta a gelate primaverili che possono compromettere la fioritura e la conseguente produzione. In particolare le ciliegie sono vulnerabili perché fioriscono presto: per ovviare a questo problema e non dover affrontare i costi assicurativi, da alcuni anni adottiamo la pratica della difesa attiva, scaldando con candele o fornelli

appositi a pellet sotto i teli di copertura per alzare la temperatura. La produzione delle ciliegie è anche soggetta agli attacchi della Drosphila Suzukii che in pochi giorni riesce a

compromettere tutto il raccolto: finora avendo impianti con telo antipioggia e rete anti-mosca laterale il problema è stato risolto.

Per quanto riguarda il melo un grosso problema è rappresentato dagli “scopazzi” che comporta l’obbligo di estirpare le piante infette con la conseguente minor resa a ettaro.

Manuel è molto sensibile ai temi ambientali e ritiene che l’agricoltura debba essere indirizzata sempre più verso la sostenibilità ambientale e debba tutelare la salute dei produttori e dei consumatori. "Seguendo i protocolli della difesa Integrata sono stati fatti dei grandi passi avanti e ritengo che siamo sulla strada giusta", dice lui.

Manuel pensa che al momento non sia possibile un passaggio alla produzione biologica vista la suddivisione dei terreni in parecchi appezzamenti piuttosto piccoli che non superano i 4000 mq e dunque ci sono problemi di deriva non risolvibili.

"Tutte le nostre produzioni: mele e ciliegie vengono conferite al Consorzio Melinda, le mele presso il magazzino SABAC di Arsio, le ciliegie presso il magazzino Terza Sponda di Revò. Il marchio Melinda è per noi una garanzia di presenza sul mercato che ormai è a livello mondiale e presenta i nostri prodotti garantendone la qualità, sottolinea il giovane, che prosegue: la cooperazione per le nostre aziende è indispensabile per potersi rapportare con clienti e fornitori".

Manuel fa parte del Corpo Vigili del Fuoco Volontari di Fondo, dopo essere stato allievo per nove anni. Nel poco tempo libero ama andare in montagna, arrampicare e in inverno pratica lo sci alpino. A Vasio, ci sono diversi giovani imprenditori agricoli, sia nel campo frutticolo che zootecnico conclude Manuel.













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