«Oltrezengol Segrom, area naturale da salvare: stop all'arrampicata»
Nuovo appello di Wwf Trentino Alto Adige, Lipu Trento e Sos Altissimo di Nago, che sabato 21 marzo propongono anche una passeggiata, «Il ritorno dei rondoni maggiori», per sensibilizzare sulla necessità di trasformare in riserva naturale il bosco e la falesia, che ospitano specie protette messe in pericolo dalla presenza umana e dalle attrezzature fisse (corde, chiodi) sulle pareti. «Finora ogni dialogo è caduto nel vuoto, in atto la progressiva compromissione di una valle di enorme valore»
COPPOLA «Climbing arena al Segron? No, è una falesia da tutelare»
Si rinnova la mobilitazione di alcune associazioni ambientaliste sulla vicenda della notissima area del bosco e della falesia Oltrezengol Segrom, a Nago e sulla necessità di tutelare l'area: sabato 21 marzo, dalle 9.30 alle 13, Wwf Trentino Alto Adige, Lipu Trento e Sos Altissimo di Nago organizzano «Il ritorno dei rondoni maggiori», una passeggiata naturalistica al bosco e alla falesia di Oltrezengol, con partenza dal cimitero nuovo di Nago.
L'escursione sarà guidata dal naturalista e faunista Alessandro Marsilli, da Sergio Merz (delegato Lipu Trentino Alto Adige) e da Aaron Iemma (presidente Wwf Trentino Alto Adige). La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria: sos.altissimo@gmail.com (in caso di maltempo, si posticipata al 29 marzo).
«C'è un angolo di Garda Trentino, nel comune di Nago-Torbole, dove - scrivono le associazioni - il tempo sembra essersi fermato, un mosaico perfetto in cui le rocce calcaree incontrano la macchia mediterranea e le memorie della storia. È l'area d'Oltrezengol Segrom, un patrimonio unico che oggi lancia l'ennesimo grido d'aiuto.
Da oltre quattro anni, le associazioni Wwf Trentino Alto Adige e Sos Altissimo di Nago, aderenti al Coordinamento tutela ambiente Alto Garda e Ledro, e Lipu sezione di Trento, segnalano alle istituzioni la progressiva compromissione della valle di Oltrezengol: disboscamento, estirpazione di edere giganti e chiodatura con fix in acciaio di nuove pareti per l'arrampicata sportiva, attività fortemente disturbanti per la fauna selvatica.
L'area ospita specie rigorosamente protette dalla Direttiva Uccelli (CEE 79/409): rondone maggiore (Tachymarptis melba), gufo reale (Bubo bubo) e picchio muraiolo (Tichodroma muraria). La nidificazione del rondone maggiore è documentata da anni, con morti accertate di pulli nel luglio 2023 e nel luglio 2024.
Non si tratta solo di un paesaggio mozzafiato. Oltrezengol è un libro a cielo aperto di rilevanza geologica e idrica di primo piano.
Qui si leggono le tracce dell'antica Via Claudia Augusta, si scoprono incisioni rupestri di inestimabile valore e si toccano con mano le vestigia della Prima Guerra Mondiale. Ma è nelle sue pieghe più nascoste, tra le falesie verticali, che batte il cuore selvaggio del territorio.
Un santuario della biodiversità
Le pareti di Oltrezengol non sono semplici rocce, ma "condomini" naturali di rara importanza. L'area ospita infatti la più grande colonia nidificante di Rondone Maggiore del Trentino. Accanto a loro, una presenza di predatori alati: falco pellegrino, gufo reale, nibbio bruno, astore, poiana, falco lodolaio eccetera.
Tuttavia, questo equilibrio è appeso un filo. Monitoraggi recenti hanno confermato una presenza significativa di specie protette che si possono avvistare e che, se non disturbate, potrebbero trovare l'ambiente adatto alla riproduzione.
Il nodo della questione riguarda le attività outdoor, in particolare l'arrampicata sportiva. Sebbene il Garda Trentino sia la patria del climbing, la chiodatura di nuove vie e la presenza umana ravvicinata durante i mesi riproduttivi (primavera-estate) possono causare l'abbandono dei nidi e la morte dei piccoli.
Un rischio che si scontra con le direttive europee (Uccelli e Habitat) e le leggi provinciali, che vietano tassativamente il disturbo della fauna selvatica nei periodi delicati, tali comportamenti sono perseguibili con sanzioni amministrative e penali.
Si è tentato il dialogo con alcuni rappresentanti degli arrampicatori, sia per informare della normativa vigente, sia per tentare una posizione di conciliazione nel rispetto di questo luogo. Si era concordato che gli arrampicatori interessati alla zona, togliessero le corde fisse, molto pericolose per tutte le specie che volano molto velocemente vicino alla parete. Purtroppo, gli accordi presi sono a tutt'oggi disattesi.
Le associazioni hanno provveduto a mettere in loco dei cartelli informativi di sensibilizzazione che sono stati ripetutamente divelti.
Il quadro istituzionale: impegni assunti, nessun atto adottato. Nel luglio 2024, il sindaco Gianni Morandi si era dichiarato disponibile a installare cartellonistica con divieto di arrampicata, a interdire le falesie nei periodi di nidificazione e ad aprire all'ipotesi di una riserva naturale. A un anno di distanza, nessuna misura era stata adottata.
L'11 luglio 2025, in un nuovo incontro, dato che l'impegno di difendere questo luogo era stato inserito nelle linee programmatiche 2025-2030 della sua lista, il sindaco ha rinnovato la disponibilità a emettere un'ordinanza di divieto stagionale.
A settembre 2025, con la stagione di nidificazione ormai conclusa, nessuna ordinanza risultava emessa.
Il 21 ottobre 2025, in consiglio comunale, il sindaco ha comunicato di non aver provveduto perché "era ormai troppo tardi per la stagione 2025".
La questione della riserva naturale locale
L'amministrazione ha respinto la proposta di istituire una riserva naturale locale, ritenendo non sussistano i presupposti. Le associazioni ribadiscono che Oltrezengol è stata oggetto di studio scientifico e presenta decine di specie censite nel Trentino Living Atlas, di cui almeno 19 protette dalla direttiva Habitat. Il Comune di Nago-Torbole è tra i pochi in Trentino a non disporre di alcuna Riserva Naturale Locale, a fronte delle 233 presenti sul territorio provinciale.
È il Comune ad avere la prerogativa di farsi promotore dell'istituzione di una riserva locale presso la Comunità di valle, per l'inserimento nel Piano territoriale della comunità (Ptc). È a questa facoltà che le associazioni si appellano formalmente.
Le associazioni scriventi, nel frattempo, hanno affidato ad un esperto uno studio dell'area in oggetto, cui è seguita la redazione di una "Proposta integrata di regolamentazione e valorizzazione della biodiversità dell'area di Oltrezengol". Si attende da tempo un incontro con l'amministrazione comunale per consegnare e discutere la relazione, a tutt'oggi non concesso».
Le associazioni chiedono dunque al Comune di Nago-Torbole: «Un'ordinanza comunale che vieti l'arrampicata sulla falesia di Oltrezengol, sull'esempio adottato da altre amministrazioni comunali o, perlomeno, l'adozione, prima della stagione 2026, un'ordinanza di chiusura stagionale di queste falesie nel periodo di nidificazione (da marzo a settembre); l'installazione di cartellonistica informativa con indicazione delle specie protette e delle norme vigenti; l'avvio formale dell'iter per l'istituzione di una riserva naturale locale; il controllo e la cessazione delle attività di chiodatura e disboscamento; la rimozione delle corde fisse, molto pericolose».
Tra le iniziative volte a far conoscere alle persone l'importanza della tutela delle specie protette, le associazioni propongono la ctata escursione in Oltrezengol.
«Tutelare Oltrezengol - concludono - non significa "vietare", ma custodire. Significa garantire che le future generazioni possano ancora ammirare il volo di un rondone o di un rapace o un'incisione millenaria. È un atto di responsabilità che chiama in causa l'intera comunità: perché la bellezza di Oltrezengol non è una risorsa infinita, ma un dono fragile da proteggere con orgoglio».