i dati

Lago del Garda, in dieci anni presenze turistiche salite del 24%

Veneto a quota 32%, Lombarda al 23%, Trentino al 19%. Dati positivi, ma ci sono i timori di eccessi


di Daniele Peretti


LAGO DI GARDA. In dieci anni le presenze turistiche nei Comuni rivieraschi di Lombardia, Veneto e Trentino sono aumentate del 27%. L’incremento maggiore è per la sponda veneta col 32%, seguita da quella Lombarda col 23% infine quella trentina col 19%.

Le percentuali arrivano dall’elaborazione dei dati Istat fatta da Legambiente: “Nei quattro mesi estivi le presenze sul Garda arrivano a oltre 18 milioni su una popolazione residente di 190.000, In particolare sui comuni del Garda veronese l’aumento medio delle presenze turistiche tra il 2009 e il 2024 è stato del 49%. Particolarmente significativi quelli nei comuni di Lazise (+65%) e Peschiera (+59%), ben oltre la media complessiva. Anche sul versante lombardo del Garda alcune località negli ultimi dieci anni hanno registrato aumenti delle presenze turistiche superiori alla media: Lonato del Garda (Brescia) segna un +50% nel decennio; Padenghe sul Garda, anch’essa nel bresciano, registra un +45%, mentre Manerba del Garda e Toscolano Maderno fanno segnare +36%. Infine, sul versante trentino, l’incremento delle presenze è significativo, in particolare nei comuni di Nago-Torbole e Riva del Garda, che in 10 anni registrano un +8,6% e un +24%.

Percentuali da un lato positive, ma dall’altra inducono ad una riflessione. Sono troppi i turisti rispetto al poco spazio territoriale a disposizione? Viabilità, esigenze dei residenti calpestate, servizi al limite della saturazione, squilibri economici ed ambiente in crisi dovrebbero portare ad una forma di turismo non esasperato, ma capace di tutelare sia il territorio che i residenti.













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