Rifugi aperti, ma i sentieri per arrivarci sono chiusi 

Primiero San Martino. Il Comune ha emesso una ordinanza di chiusura su richiesta della Sat  di Trento che segnalava situazioni di pericolo e necessità di lavori, che però non sono mai iniziati

di Raffaele Bonaccorso
Primiero san martino. Rifugi aperti e sentieri chiusi. Sembra una battuta, ma è la verità. E sui social si scatenano i commenti.

I fatti

Il Comune di Primiero San Martino di Castrozza ha emesso una ordinanza di chiusura di una serie di sentieri proprio nel gruppo Dolomitico delle Pale di San Martino. Il 25 giugno, l’Ufficio sentieri della Società alpinisti tridentini (Sat di Trento) con una comunicazione ha segnalato una situazione di pericolo causa danni alle attrezzature fisse e quindi ha chiesto la chiusura di alcuni sentieri per effettuare la manutenzione. A questo punto il Comune non ha avuto altra scelta che emettere l’ordinanza di chiusura dei seguenti sentieri. Si tratta di nomi di località e numeri che sembrano strani e non dicono nulla ai profani, ma che agli alpinisti appassionati delle montagne Dolomitiche ogni citazione è “un colpo al cuore”: Sat n. E715 sentiero attrezzato del Passo di Ball, nel tratto Passo di Ball (quota 2451) e Col delle Fede (q. 2277, bivio E702); Sat n. E739A, via ferrata del Porton, tutta, da Rifugio Pradidali (Q. 2280 bivio E715) alla Forcella del Porton (q. 2420 E714 – E739); Sat n. E714 via Ferrata “Nico Gusella”, tutta, da Passo di Ball (q. 2443, b E715 alla Forcella del Porton (q. 2420, bivio E739 - E739A); Sat E739, via ferrata del Velo, tutta, dal Rifugio Velo della Madonna (q. 2331, bivio E713 – E742) alla Forcella del Porton (q. 2420, bivio E714 – E739A); Sat n. E739B, via Ferrata della Vecia, tutta, dalla località Cadin Sora Ronz (q. 2000, b. E721) alla quota 2400 (b. E739). Diciamo subito che la competenza sui sentieri chiusi sopracitati è della Sat di Trento che ad oggi mercoledì primo luglio non ha dato l’incarico per provvedere per i lavori necessari per il ripristino; siamo in luglio, mese importante per i rifugi che hanno fatto di tutto per riaprire in sicurezza… Ed ecco l’ordinanza di chiusura di una serie di sentieri che sono estremamente vitali per l’attività dei rifugisti.

I commenti social

Su Facebook Duilio Boninsegna, che gestisce il Rifugio il Rifugio Pradidali, sbotta con un commento che provoca tutta una serie di altre critiche arrabbiate. «Tutti a dire “i nostri rifugisti eroici, tenaci” – scrive Boninsegna – tanto lavoro e fatica e spese a 2500 metri per adattare i rifugi alle norme Covid-19: plexiglass, separé, igienizzanti, nastri adesivi colorati, cartelli dappertutto ... poi si apre e la burocrazia ci chiude sentieri e ferrate!! Bella immagine turistica per le montagne trentine!!! Come se un falegname entrasse in laboratorio la mattina, accende le macchine, ma non ha legno da lavorare. Dopo quasi 30 anni a gestire rifugi alpini mi sento davvero preso in giro!! Preciso che non è colpa degli amministratori comunali, che anzi, nel limite delle loro possibilità hanno sempre cercato di darci una mano, loro sono costretti ad emettere queste ordinanze!! Speriamo comunque di risolvere al più presto la situazione!». E Filippo scrive: «A dir la verità avevo visto una comunicazione della Sat queste e per quanto mi sembrasse assurdo ho pensato, speriamo sistemino in un paio di giorni la “Gusella”, ma poi ho visto che c’è anche il “Porton”, “Passo di Ball”, “Col delle fede” … cioè bloccano quasi tutte le vie di comunicazioni tra rifugi e rifugi a San Martino… a me sembra veramente pazzesco in un anno in cui bisognerebbe sfruttare qualsiasi possibile giornata per lavorare col turismo…». E seguono decine e decine di commenti all’insegna del «pazzesco», «incredibile», «inammissibile», «ma come si fa ...». Purtroppo proprio in un momento come quello attuale che fa seguito alla crisi creata dalla pandemia Covid-19, succede anche questo.