Rurale di Trento: "in utile ma serve ancora prudenza"
Cresce la raccolta, resta in flessione la domanda di credito. Utile a 2,6 milioni.
TRENTO. Ci sono dei segnali positivi, che inducono ad essere fiduciosi ma il clima di incertezza generale spinge ad essere prudenti. Si potrebbe sintetizzare in questo modo la situazione della Cassa Rurale di Trento che si prepara per l'assemblea dei soci.
La Rurale conferma la propria solidità: il patrimonio di vigilanza è di 145 milioni di euro, in costante crescita anche negli anni della crisi. Con una rete di 23 sportelli, di cui 3 tecnologici (dotati cioè dell’area Banch'io) e 226 collaboratori, la Rurale registra un risultato positivo di 2,6 milioni anche nel difficile 2014. Utile realizzato dopo aver “svalutato” 22,6 milioni di crediti in sofferenza.
Risultato frutto del buon andamento del margine di intermediazione, ovvero i “ricavi” di una banca, che arriva a 52,1 milioni contro i 44,1 milioni dell’anno precedente.
“In un periodo di estrema complessità economica e finanziaria – ha affermato il direttore Giorgio Bagozzi – abbiamo dimostrato di reagire all’incertezza con prudenza ed efficienza. Senza far mancare i servizi ai nostri soci e clienti, che anche quest’anno sono cresciuti”.
“Attenzione però – avverte il presidente Giorgio Fracalossi – a dare il giusto significato a questi dati. La fiducia dei soci e clienti è fondamentale, ma una banca deve essere soprattutto efficiente e solida per poter svolgere con efficacia la propria funzione. Con questi numeri la Rurale di Trento dimostra la propria solidità e di essere pronta ad accompagnare la ripresa, per interpretare anche in futuro il proprio ruolo al servizio della Comunità e dell’economia reale. Stiamo lavorando con grande prudenza, ma anche il 2015 sarà un anno impegnativo. Questa crisi – ha proseguito Fracalossi - ha cambiato il modo di fare banca: allo sportello meno attività ripetitive e più consulenza. Per questo stiamo rinnovando la nostra organizzazione e la rete distributiva. E siamo disponibili, con umiltà, a fare qualche ragionamento anche sulla riorganizzazione di sistema”