Pama, scatta il contratto di solidarietà
Durerà un anno, coinvolti quasi 400 lavoratori. Damiano (Fim): una soluzione migliore rispetto alla cassa integrazione
ROVERETO. Lavorare meno (e guadagnare anche meno) per lavorare tutti. Non è uno slogan, ma da oggi e per un anno sarà la realtà per il novanta per cento dei 390 lavoratori Pama (sia di Rovereto che di Brescia). Scatta, infatti, il contratto di solidarietà per far fronte alla crisi del mercato che ha portato ad una drastica riduzione delle commesse per l’azienda metalmeccanica, leader mondiale nella produzione di macchine utensili. Ciò comporterà sì una riduzione delle ore di lavoro (e di conseguenza di stipendio) per gli operai, ma almeno si eviterà il ricorso alla cassa integrazione. Una riduzione che, sulla base degli accordi stipulati con la proprietà, sarà al massimo del 45 per cento dell’orario di lavoro.
Il contratto di solidarietà verrà applicato in maniera diversa a seconda dei settori della Pama e comporterà un orario di lavoro limitato per il singolo lavoratore a seconda di un calendario mensile reparto per reparto. «Si tratta - spiega Anna Damiano della Fim Cisl - di un’alternativa alla cassa integrazione che è più pesante per i lavoratori. E bisogna dare atto all’azienda di essere stata lungimirante nell’aver accettato il contratto di solidarietà». Sulla base di questo contratto al lavoratore viene garantita, per il periodo nel quale non lavorerà, un’integrazione pari all’80% della retribuzione persa, più vicina comunque rispetto alla cassa integrazione allo stipendio che avrebbe percepito.
«Chiaramente si arriva ad un contratto di solidarietà quando la situazione del mercato è difficile. E questo sicuramente non è un bel segnale. Ma - spiega la sindacalista - almeno questo ammortizzatore sociale ha qualche aspetto positivo: si concorda con l’azienda il periodo di lavoro; è equo nel senso che riguarda tutti i lavoratori e la retribuzione è più vicina a quella reale». Ma Pama che, in base ad un accordo del novembre scorso riceverà dalla Provinca un milione e 200 mila euro, sta rispettando i suoi impegni (20 nuove assunzioni entro il 2014, il mantenimento del numero di occupati almeno fino al 2017)? «La Pama è un’azienda sana che ha già fatto investimenti importanti e negli ultimi tre anni ha assunto 45 persone fra Rovereto e Brescia. Il problema è che mancano commesse, un problema comune a molte aziende trentine che hanno avuto la capacità di modificarsi per andare incontro alle richieste del mercato. Ma se nessuno acquista i prodotti e se manca a livello nazionale una vera politica industriale, i risultati purtroppo si vedono...» conclude Anna Damiano.
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