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“Mala movida” a Trento: il comitato chiede al sindaco la chiusura (notturna) dei bar

Si allarga la protesta contro le notti esegarate: ora il comitato arriva fino alle Albere passando per via Oriola e piazza d’Arogno



TRENTO. Si allarga la platea di chi protesta contro la “mala movida” di Trento.

Il Comitato antidegrado S. Maria Maddalena si allarga e cambia nome diventando ora Comitato Antidegrado Citta di Trento. La decisione presa ieri dai membri riuniti in videoconferenza, è frutto dell’adesione al Comitato di vari residenti negli edifici di altre vie e piazze sia del centro storico sia del quartiere delle Albere.

I nuovi partecipanti al Comitato che si batte da anni per tutelare il diritto al riposo notturno e contro il degrado ambientale, abitano in Largo Carducci, Piazza d’Arogno, Via Calepina, Piazza Lodron, Via Oriola e Via della Costituzione (Albere).

"Altri componenti – si legge in una nota – sono in arrivo perché il disagio dovuto alla malamovida notturna sta interessando purtroppo un crescente numero di residenti in molti punti della città.

Chi si è unito al Comitato condivide il medesimo malessere: il non poter dormire dalle 23.00 alle 2.30-3.00 a causa del vociare e delle urla di gruppi di individui in particolare sui plateatici e appena fuori dei bar aperti dopo mezzanotte. Gruppi formati anche da teppisti che urinano e lordano senza ritegno i marciapiedi, le strade, i muri delle case lasciando poi bottiglie di vodka, di birra, bicchieri e rifiuti fuori dai cestini e dagli appositi contenitori comunali.

La seconda segnalazione che il Comitato tiene a evidenziare riguarda il persistere del problema nonostante la presenza di pattuglie di forze dell’ordine.

Chiediamo quindi al Sindaco e al Questore e alle altre autorità di pubblica sicurezza di sollecitare gli agenti a impedire la violazione delle norme vigenti che vietano espressamente urla, schiamazzi e gli altri atti illeciti citati dopo una certa ora nei pressi delle case perché chi ci vive possa riposare.

 Il Comitato Antidegrado Città di Trento si è iscritto al Coordinamento nazionale “No degrado e malamovida” che si è da tempo costituito per unire le forze dei cittadini di molti centri urbani anche di grandi dimensioni del Paese come Milano, Torino, Firenze, Roma, Trieste, ecc. dove questo fenomeno di inciviltà imperversa con caratteristiche simili ovunque.

Il Coordinamento ha promosso diverse iniziative non solo di denuncia ma anche di approfondimento e di proposta alle quali concorrerà ora anche Trento, il cui Comune è finora l’unico ad aver adottato un Regolamento di convivenza di cui il Comitato torna a chiedere al Sindaco l’attuazione concreta attraverso un’ordinanza che imponga la chiusura notturna dei bar (a partire dai due della zona di Vicolo S. Maria Maddalena) in larghissima parte all’origine del problema che con l’avanzare della primavera tende ad aggravarsi sempre più.













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