Le scuole di sci pronte a cambiare

Contro la crisi l'idea di trasformarsi in agenzie di promozione territoriale


Robert Tosin


TRENTO. I maestri di sci lanciano l'allarme, ma allo stesso tempo si interrogano su come sia possibile uscire dalla crisi. Anche per loro, infatti, è arrivato il momento di fare i conti con una profonda trasformazione sociale che chiede alla loro professione di reinventarsi, mettersi in gioco e allo stesso tempo sfidare una crisi che non risparmia nemmeno l'alta quota.

L'Accademia della montagna della presidente Iva Berasi ha raccolto il grido d'allarme ed ha proposto un workshop assieme alle scuole di sci che hanno risposto compatte. C'è preoccupazione, ma c'è anche voglia di mettersi in gioco per non restare indietro. Il modo di fare le vacanze e di accedere alle proposte turistiche (dalla stagionalità a internet) è cambiato radicalmente: di corsi di sci non si vive più.

Durante la giornata di lavoro i relatori hanno parlato chiaro: o si intende la professione come una integrazione al reddito oppure la si intende come un'impresa. E quindi è necessario innovazione, adeguamento, aggiornamento e rischio. La soluzione? Trasformare le scuole di sci in agenzia di servizio. «E' una rivoluzione culturale - ha commentato Iva Berasi - che però i maestri da sci sono pronti a fare. D'altra parte non ci sono molte alternative».<

Ma cosa significa trasformare le scuole in agenzie di servizio? Significa essenzialmente trasformarsi in promotori del territorio, operatori delle vacanze a tutto tondo. Non solo scarponi e sci, ma anche ciaspole, passeggiate, escursioni sui ghiacciai all'insegna della natura, rafting. Insomma, tutto quanto possa intendersi come assistenza al turista moderno (sempre più esigente) e soprattutto come attività lavorativa buona tutto l'anno e in tutte le stagioni. I due o tre mesi sulle nevi a insegnare ai turisti a scendere a spazzaneve non bastano più, sia per la crisi che per i nuovi modi di fare vacanza.

Da maestri di sci, dunque, ci si deve convertire in promotori territoriali, consapevoli che il marchio Trentino ha un fortissimo appeal in tutte le salse in cui si presenti. Ma con una avvertenza, che i maestri hanno onestamente avanzato: niente abusivismi, professioni praticate senza regole. Così come pretendono per la propria attività. E allora chiedono corsi, aggiornamenti, abilitazioni. E sono pronti a guardare anche fuori casa per imparare qualche segreto, pur ammettendo che fino ad ora non l'hanno fatto.

E' emersa, di fondo, una scarsa fiducia nella collaborazione con gli altri, nella possibilità di fare rete. Sì, tra scuole c'è un buon affiatamento, ma già con i colleghi d'oltre confine non c'è feeling. Eppure c'è una forte considerazione del loro ruolo e del loro valore come "sponsor" del territorio in cui operano. E questo potrebbe essere il valore aggiunto capace di rendere più agevole un salto di qualità (e di quantità) che ormai viene imposto da un rapidissimo mutamento delle abitudini dei turisti e dell'economia.













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