L’incendio della Pieve ispira un romanzo giallo

L’emiliano Matteo Billi ha ambientato a Castello di Fiemme e Cavalese la sua opera d’esordio: furti d’arte e roghi tra chiese e rievocazioni storiche


di Michele Zadra


VAL DI FIEMME. Cavalese e Castello di Fiemme tra gli scenari di un giallo avvincente ed intricato. E l'incendio della Pieve dell'Assunta di un po' di anni fa al centro di un intreccio di eventi drammatici col mondo dell'arte, con indagini serrate, vicende legate alla religione ed angoli di un'Italia composita, vera e reale. C'è molto e molta Val di Fiemme in “Passati intrecci”, il giallo d’esordio di Matteo Billi, scrittore e giornalista emiliano ma anche fiemmese d'adozione, per la sua presenza turistica trentennale tra Castello di Fiemme, Cavalese e Carano. In due tempi, il giallo racconta in prima persona una doppia indagine di Luca Valenti, maggiore in congedo del Nucleo tutela patrimonio artistico dei Carabinieri, abile più nell’arte investigativa che nello sciogliere i nodi della sua vita privata. Lasciato il servizio per ragioni che il libro spiega, Valenti vive una nuova esistenza a Castello di Fiemme e come agricoltore ma un giorno viene contattato dagli ex colleghi per districare "passati intrecci" che fanno da movente a misteriosi crimini consumati tra chiese e rievocazioni storiche. Valenti si ritrova catapultato nel mondo che voleva lasciarsi alle spalle e cerca di dipanare la trama di furti ed incendi dolosi apparentemente senza collegamenti tra loro. In parallelo Valenti torna a confrontarsi con la sua esistenza e con i luoghi e le persone che ne hanno fatto parte. Qui, a fianco della finzione, il giallo ha venature autobiografiche: l’amore per la terra d’origine ma anche per altri luoghi, per la montagna, per la Val di Fiemme ed ancora l’interesse per la storia, la vocazione per il giornalismo che traspare in altri protagonisti del giallo, da Alessio Gatti, amico fraterno di Valenti, alla giovane reporter televisiva Federica Corradini della redazione Rai di Trento. Alla finzione della storia si affianca dunque il realismo delle descrizioni geografiche di Parma e provincia, di Castello di Fiemme e Cavalese, di Bassano del Grappa, Treviso, Ferrara e Comacchio, con puntate a Possagno e sui colli romani. E questi luoghi vengono raccontati attraverso gli aspetti urbani e geografici ma anche tramite tradizioni, abitudini. Nelle pagine di "Passati intrecci" ci si imbatte così anche nei sentieri della Val di Fiemme, nelle crêpes de “La Tana del Grillo” a Cavalese, nella musica live del “Poldo” di Predazzo e nell’alba suggestiva dal dos Zelor. Ed ancora citazioni musicali care all'autore, di Bennato e Dalla ma anche di Springsteen, Santana, Cocker e gli U2 oppure di Giuseppe Verdi. Tutto questo e molto altro è “Passati intrecci” di Matteo Billi, per Phasar Edizioni.













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