Il caso

L'autista nega la corsa autobus a madre e figlio con cane

G.T. ipovedente di 44 anni e la madre 74enne sono stati lasciati a terra con il piccolo Joker a Levico. «L’autista non ha voluto sentire ragione, nonostante l’ora serale e le mie condizioni. Per lui saremmo potuti tornare a Trento solo lasciando a terra il nostro cane, vi sembra possibile?»


Daniele Peretti


Trento. G.T., 44enne ipovedente, ha vissuto con la mamma 74enne ed il loro cagnolino la spiacevole situazione di essere lasciati a terra dalla corriera che li avrebbe dovuti riportare a Trento, alle 21, da Levico.

Il loro racconto: «Domenica 27 novembre siamo andati a Levico a vedere il Mercatino di Natale. Sulla tratta in questione c’è il servizio sostitutivo alla linea ferroviaria: all’andata abbiamo utilizzato il mezzo di Trentino Trasporti e non abbiamo avuto nessun problema. Joker è un cagnolino di 4 anni di nemmeno tre chili che si tiene agevolmente in braccio. È uno dei cosiddetti “cani da grembo” che in Alto Adige lasciano tranquillamente utilizzare i mezzi pubblici sotto la responsabilità dei proprietari. Dopo la visita ai mercatini ci siamo fermato a cena ed alle 20,48 abbiamo raggiunto la fermata per tornare a Trento».

Invece sono stati lasciati a terra. «Al posto del mezzo di Trentino Trasporti ce ne era uno privato sostitutivo di Trenitalia – per l'esattezza la corsa era la TN 316 – il cui autista non ha voluto sentire ragione ed è stato irremovibile nel non volerci fare salire nonostante l’ora serale e le mie condizioni. Per l’autista saremmo potuti tornare a Trento solo lasciando a terra il nostro cane, le sembra possibile?».

G.T., suo malgrado, è diventato esperto di regolamenti ed ha immediato contestato purtroppo inutilmente il divieto: «Il mezzo privato che ci ha lasciato a terra faceva riferimento a Trenitalia e quindi sono in vigore le stesse regole e non quelle pensate dall’autista di turno, ovvero c’è la possibilità di far salire i cani esclusi quelli di media e grande taglia. Ci sarebbe da discutere sul fatto che Trenitalia consideri un servizio il trasporto di cani, in considerazione della moltitudine di animali d’affezione presenti in Italia».

G.T. è il proprietario di un cane Papillon, che è una delle due razze dell’Epagneul nano continentale e pesa tre chili. «Un cane che sta tranquillamente in braccio e che non disturba con quale avremmo potuto tranquillamente arrivare a Trento».
Il tipo di mezzo che effettuerà la corsa è cosa nota?
«No perché parte del servizio viene svolto da Trentino Trasporti ed una parte appaltato ad una ditta privata, quindi alla partenza non si conosce il mezzo col quale si tornerà. In tutti i casi non ci si può immaginare che ci potranno essere dei problemi che non riscontrano all’andata». G.T., mamma e cagnolino sono stati salvati da un amico che chiamato da Trento è andato a prenderli a Levico riportandoli a casa.

















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