Gustosì, confermato lo sciopero ad oltranza

Baitoni di Storo, 11 lavoratori (su 17) proseguono nella mobilitazione contro il titolare Bertani che, dopo l’ultimo prestito pubblico, non paga i salari


di Sandra Mattei


BAITONI DI STORO. Lo sciopero ad oltranza da parte degli 11 operai della Gustosì è confermato. Se la settimana scorsa la mobilitazione era iniziata a singhiozzo, prima con la dichiarazione di sciopero di 3 giorni, poi di 2 - e con la divisione dei dipendenti, perché sei non concordano e preferiscono lavorare anche senza paga - ora lo scontro si è fatto, pare, insanabile. Da una parte l'attuale liquidatore della Gustosì Marco Bertani, che ha dimostrato di non rispettare i patti, anche dopo aver sottoscritto il piano di rientro per la restituzione del prestito consegnato ai primi di agosto da Confidimpresa (controllata della Provincia), dall'altra gli 11 lavoratori sostenuti dal sindacalista della Fai Cisl Franco Zancanella. Quest’ultimo, su mandato degli operai, ha inviato via mail la comunicazione dello sciopero ad oltranza a Bertani venerdì.

Riassumendo: all'atto della consegna dell'assegno alla presenza del direttore generale della Confidimpresa Sergio Anzelini, il 7 agosto scorso, Marco Bertani aveva firmato l’accordo che prevedeva di pagare regolarmente lo stipendio ai 17 lavoratori (negli ultimi anni la cosa non si è mai verificata e per ben due volte i dipendenti hanno atteso 8 mesi prima di essere pagati) e di produrre 80 mila pezzi (la Gustosì prepara pasti precotti) entro l'anno. Un accordo, sorretto dall'assicurazione che l'azienda aveva commesse da soddisfare con l'India. «I patti sono stati subito disattesi – commenta Zancanella – visto che da luglio i lavoratori sono rimasti ancora senza stipendio. Non solo, mentre si sarebbe dovuta avviare la produzione per le commesse annunciate, in realtà da luglio i lavoratori sono stati messi in cassa integrazione e poi per tre settimane in ferie, visto che la richiesta di cassa integrazione non è stata accettata dall'Inps. Come dire, non c'è niente purtroppo che ci faccia pensare ad un cambio di rotta da parte del titolare».

La preoccupazione del sindacalista e degli operai è che, giunti a questo punto, dalla fase di liquidazione si passi al fallimento se è vero, come si sta verificando, che alle parole non sono seguiti i fatti per rientrare dall’esposizione.

I contributi erogati alla Gustosì, come l’assessore Rossi ha riferito in una question time in consiglio provinciale ammontano negli ultimi 7 anni a 1,932 milioni di euro, a fronte di investimenti fissi (per oltre 6 milioni). Dopo l’ultimo ritardo nel pagamento degli stipendi, il contributo è stato revocato.













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