il caso

Elettrosmog, San Giorgio si ribella

Arco, avviata la raccolta firme. Ma questa volta contro la decisione del Governo di alzare la soglia



ARCO. Gli abitanti di San Giorgio tornano sul piede di guerra per protestare contro l'elettrosmog. Stavolta, però, a farli arrabbiare non è stata l'amministrazione comunale, come accaduto un paio di anni fa quando è stato installato il ripetitore nei pressi del campo sportivo.

La protesta, oggi, è rivolta contro il Governo italiano che ha deciso di alzare la soglia di attenzione e di pericolo per quanto concerne le emissioni elettromagnetiche. Il Consiglio dei ministri, raccontano le cronache, è in procinto di approvare due provvedimenti (uno sulla “strategia per la banda ultralarga” e l'altro sulla “crescita digitale”) all'interno dei quali è prevista, pure, la modifica dei limiti elettromagnetici attualmente in vigore nel nostro Paese. L'input è assimilare ai livelli europei i limiti italiani, da sempre i più restrittivi. Il timore degli abitanti di San Giorgio è che la decisione del Governo, in materia di elettrosmog, possa avere degli effetti anche sulla loro qualità della vita.

«Già adesso viviamo male – si lamentano – perché la preoccupazione è tantissima. Ora che alzano i limiti delle emissioni i timori diventano ancora più forti». Molte famiglie, da quando è in funzione l'antenna che è stata collocata a ridosso del circolo ricreativo e del campetto da calcio, convivono con l'ansia. «Alcuni di noi si sono dotati di apparecchi per la rilevazione delle onde – spiegano – e c'è stato chi ha deciso di spostare di stanza il letto dei figli. Ma c'è persino chi dorme sul pavimento, dove le emissioni sono inferiori». Il comitato di partecipazione di San Giorgio, Grotta e Linfano ha deciso di contribuire alla raccolta di firme avviata in tutta Italia e che è promossa da un gruppo formato da una settantina fra medici, fisici, biologi e ricercatori e da una cinquantina di associazioni e comitati. L'obiettivo è convincere il Governo a fare retromarcia.

La petizione «per la difesa della salute dalle radiazioni emesse da cellulari, tablet, wi-fi, wi.max, ripetitori e antenne Gsm, Umts, Lte (4G) chiede, fra le altre cose, di portare i limiti di esposizione per tutte le radiofrequenze e le microonde a 0,6 volt su metro (oggi è di 6 v/m mentre in Europa di 61 v/m) per i luoghi dove si permane per più di 4 ore e di 0,2 v/m come obiettivo di qualità; promuovere la connettività in fibra ottica e via cavo, “che è la tecnologia più efficiente e completamente sicura per la salute»; vietare l'installazione di reti wi-fi negli asili e nelle scuole frequentate da bambini al di sotto dei 16 anni, nei luoghi di cura e negli ospedali. Le firme dovranno essere raccolte entro la fine di marzo. Il comitato di partecipazione di San Giorgio ha deciso di promuovere una “campagna” andando nelle scuole e di casa in casa ma chi volesse firmare lo può fare rivolgendosi al circolo della frazione e al multimarket in piazza a S.Giorgio. (gl.m.)













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