Così Frau Vaia ha dato  il suo nome alla tempesta 

La storia. Si chiama Vaia Skoura Jakobs, 46 anni. Il fratello Ioannis, celebre anchorman della tv pubblica della Renania, ha voluto fare un regalo alla sorella:  si è rivolto all’Istituto di meteorologia di Berlino che offre la possibilità di battezzare i fenomeni atmosferici. L’imprenditrice: «Che tristezza, una devastazione terribile» 


Jeanne Perego


Berlino. Lo ripete più volte Ioannis Skouras : «Quanto è accaduto l’ha colpita profondamente. In diverse occasioni mi ha detto “Che tristezza enorme mi dà leggere e sentire delle devastazioni e delle vittime causate dalla tempesta e dalle piogge, sono terribili le alluvioni che ha provocato». Skouras, 49 anni, popolare volto e voce della WDR, l'emittente radiotelevisiva pubblica del Land tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia affiliata al canale nazionale ARD, il giornalista che con competenza ha raccontato in Germania la crisi greca nel 2015, è il fratello di Vaia Skoura, Vaia Jakobs da quando si è sposata, 46 anni, la persona che ha involontariamente dato il proprio nome all’evento meteorologico che un anno fa ha portato tanta distruzione nelle nostre zone.

«Sono io il colpevole», dice il giornalista schermendosi, ben sapendo che in questa vicenda non ci sono colpevoli, che si è trattato di una fatalità, della naturale evoluzione di un’area di bassa pressione trasformatasi in una fortissima perturbazione. Eppure tutto è iniziato con le migliori intenzioni. Alla fine del 2017 Skouras voleva fare un regalo originale alla sorella per Natale. In realtà i greci ortodossi – la famiglia dei due ha radici ad Arta, in Grecia, i genitori si sono trasferiti in Germania come tanti Gastarbeiter nel 1963- i doni li scambiano a Capodanno, ma Skouras voleva ringraziare la sorella per essergli stato vicino in un momento difficile per la sua salute: «Ha fatto per me quello che solo una sorella può fare, con quella capacità di sentimenti che gli uomini non arrivano ad avere, senza di lei non sarei riuscito a superare la situazione», racconta. «Volevo regalarle qualcosa che gli uomini non possono comprare – aggiunge – così ho pensato ai fenomeni atmosferici, mi son chiesto: “Perché devono avere sempre nomi tedeschi come Thor o Helga? Perché non chiamarne uno Vaia?”». Vaia, nome che Vaia Skoura -Jakobs ha ereditato dalle nonne, è un nome bellissimo ed evocativo: è quello delle foglie di palma che nel Cristianesimo vengono agitate dalla folla al momento dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, originando la ricorrenza della Domenica delle palme: un simbolo festoso di pace. Skouras si è così rivolto all’Istituto di Meteorologia della Freie Universität di Berlino che attraverso il proprio sito offre la possibilità di battezzare uno dei fenomeni atmosferici di alta e di bassa pressione che si presentano nel centro Europa durante l’anno, mediamente 200, 50-60 alte pressioni e 130-150 basse. Inoltrando l’apposito modulo, e pagando -se accettata la domanda - 335 euro per battezzare un’alta pressione o 236 per una bassa, si può essere certi che l’anno successivo un determinato nome finirà nelle mappe meteorologiche.

«È una possibilità che offriamo dal 2002 - spiega Konrad Bucher del team universitario che si occupa dei “battesimi meteorologici”- per finanziare il servizio di osservazione della stazione meteorologica di Berlino-Dahlem». «Riceviamo molte più richieste di quante ne possiamo soddisfare, circa 500 a fronte delle 200 aree di bassa o alta pressione che andremo a battezzare, richieste che arrivano da tutto il centro Europa, ma anche dal Giappone, dagli Stati Uniti e dal Brasile. Il periodo per presentare le domande è normalmente nel settembre dell’anno precedente, il 25 settembre scorso abbiamo aperto alle candidature per il 2020». Il 24 dicembre 2017 Vaia Jakobs, in vacanza sulle Alpi Bavaresi, ha aperto la busta consegnatale dal fratello con gli auguri. Dentro c’era il certificato che attestava che una bassa pressione che avrebbe attraversato l’Europa nel 2018 avrebbe portato il suo nome: Vaia. «È rimasta sorpresa - racconta Ioannis - non sapeva che fosse possibile farlo». Il resto è la storia della devastante perturbazione che conosciamo. Per Vaia Jakobs un motivo di tristezza, vedendo il suo nome associato a scene di dolore e distruzione. Proprio lei che è una persona estremamente schiva, di bassissimo profilo benché sia l’imprenditrice di successo che con il marito ha creato un piccolo impero nel settore dei letti di lusso, la HGC Cocoon con sede a Düsseldorf e show room - punti vendita in Germania e all’estero, uno anche a Merano, lei sempre lontana dai social e da ogni visibilità, ha ritrovato il suo nome dappertutto. Pur sapendo che si è trattato di una casualità dettata dalla natura, ha vissuto e vive quanto è accaduto con grande rammarico, sentendosi indirettamente coinvolta. Il fratello resta comunque convinto della bontà del regalo fatto: «Continuo a pensare che è una buona cosa dare un nome a un fenomeno meteorologico. Certo, siamo sempre nelle mani di Dio, la vita delle persone e la situazione delle cose possono essere sconvolte in pochi secondi, ma anche noi possiamo influenzare le situazioni. Se ci mettiamo d’impegno tutti insieme qualsiasi situazione meteorologica - che si chiami Vaia, Yvonne o Cirillo- potrà essere affrontata. Questa sarà una delle grandi sfide politiche per i prossimi anni. Non importa chi siamo -Vaia, Gianni, Giancarlo o Tiziana o chiunque altro- abbiamo tutti il dovere di collaborare per lasciare ai nostri figli un mondo vivibile ».













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