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Sanità, via libera alla riorganizzazione trentina: distretti sanitari potenziati e ospedale policentrico

Nonostante le perplessità, la giunta Fugatti ha dato il via libera al progetto. Ogni ospedale sarà riferimento provinciale per alcuni percorsi (foto Piero Falco per Apss)

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TRENTO. Ridefinito il modello della sanità trentina, basato sul ripristino e potenziamento dei distretti sanitari per avvicinare i servizi al cittadino e garantire omogeneità delle cure attraverso un’unica rete ospedaliera, in un’ottica di “ospedale policentrico”.

La riorganizzazione proposta dalla Giunta per l’Azienda provinciale per i servizi sanitari compie un passo decisivo. La delibera, proposta dall’assessore alla salute, è stata approvata in via definitiva dall’esecutivo, al termine di un percorso che ha visto l’adozione in via preliminare e la presentazione oltre che alla IV Commissione consiliare, agli stakeholders del territorio, come la Consulta per la salute, le organizzazioni sindacali, il Consiglio sanitario e il Consiglio delle autonomie locali.

Presentazioni che non avevano avuto un risultato positivo, con critiche che sono arrivate da più parti (sia dai sindacati che dagli ordini della professioni sanitarie soprattutto per la tempistica: tutto troppo veloce)

Con il provvedimento – spiega in una nota la Provincia – si supera definitivamente il modello organizzativo sperimentale introdotto per Apss nel 2016, per dare concreta attuazione alle indicazioni contenute nel programma di legislatura e al programma di sviluppo provinciale.

Documenti con i quali l’Amministrazione ha inteso puntare e valorizzare la prossimità all’utente nell’erogazione dei servizi territoriali e ospedalieri.

La finalità – viene spiegato – è rispondere alle criticità messe in luce dalla pandemia e non solo da quest’ultima, come anche valorizzare i punti di forza del sistema trentino.

Della riforma sono punti centrali il ripristino e il potenziamento dei distretti sanitari che attraverso l’istituzione delle reti professionali locali, i Dipartimenti e l’apporto dei professionisti della medicina convenzionata e delle altre professioni sanitarie, ivi compresi gli infermieri di famiglia, garantiranno prossimità delle cure ed un approccio integrato della presa in carico del paziente.

Altro punto di forza della riorganizzazione è il potenziamento del Dipartimento di prevenzione affinché tutti i momenti di contatto con le persone diventino occasioni per promuovere la salute, nonché l’organizzazione della Scuola di Medicina e Chirurgia di Trento in relazione all’avvio nel corso del 2020 del corso di laurea magistrale interateneo in medicina e chirurgia presso l’università di Trento.

Inoltre ogni ospedale sarà caratterizzato come ospedale di riferimento provinciale per alcuni percorsi attraverso la definizione di un “progetto di struttura”, in un’ottica di complementarietà e sussidiarietà delle strutture nel rispetto delle esigenze locali, delle diverse funzioni e mandati di ciascun presidio ospedaliero oltre che delle esigenze dettate dalla stagionalità.













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