La Napoli oscura del “roveretano” Tricoli
Serata affollata per la presentazione del romanzo, con lo scrittore e Isabella Bossi Fedrigotti
ROVERETO . Sala affollata per la presentazione del terzo libro di Paolo Tricoli “ Parenti mezzi parenti e complici”, pubblicato come i due precedenti dall’editrice New Book, piccolo fenomeno culturale che giorno dopo giorno sta uscendo dai confini locali. Lo ha ricordato l’appassionato grafico-editore Alessandro Benedetti. Isabella Bossi Fedrigotti ha intervistato l’autore in un dialogo frizzante, che ha coinvolto e divertito il numeroso pubblico. La scrittrice ha riconosciuto al libro la qualifica di “vero romanzo” che , tra l’altro, verrà proposto per la selezione al premio Campiello, e confida di averlo letto in velocità, indice che, a suo avviso, della solidità della storia e della sua scrittura. Quella che Tricoli (nato a Napoli ma da quarant’anni residente a Rovereto) utilizza come sfondo di un piacevole intrico di vicende, non è la Napoli di Gomorra. Come rileva Isabella Bossi Fedrigotti, la sua è una Napoli vista da lontano, descritta con affettuosa ironia che non ne cancella i lati oscuri, non nasconde l’amarezza per la diffusione della malavita. Tricoli descrive come il cedimento ad un pensiero “mezzo malavitoso” possa condurre semplici cittadini ad imboccare i vicoli tortuosi della illegalità per dare risposta ai propri bisogni: nel caso del romanzo, progettare un rapimento per “sistemarsi”. Non mancano nel romanzo l’attenzione verso il dramma della disoccupazione, gli orrori edilizi che sconciano la bellezza dei quartieri, la volgarità di una cultura che dà massima importanza all’esteriorità. Tutto raccontato con il distacco del burattinaio, così si autodefinisce Tricoli, che rivendica la libertà di inventarsi personaggi complicati e semplici allo stesso tempo, nessuno dei quali è completamente buono o completamente cattivo. Ma, commenta sorridendo Isabella, ci sorprende anche con l’attenzione verso i personaggi femminili: «È raro trovare in uno scrittore maschile tanta attenzione a come si vestono le donne»