Dopo un anno, le fioriere sono ancora lì 

L’arredo “provvisorio” di via Fontana. Dovevano esserci 70 mila euro, promessi all’inaugurazione ai commercianti per dare un senso compiuto alla strada appena rifatta. Ma se ne sono perse le tracce e di nuovi interventi non si parla più


Luca Marsilli


Rovereto. Ormai è passato più di un anno: via Fontana e Borgo Santa Caterina furono ufficialmente riaperte al traffico il 10 agosto 2018. Pochi giorni prima, ricordano alcuni commercianti della zona, si erano incontrati per una bicchierata con l’amministrazione cittadina e i dipendenti dell’impresa che aveva effettuato i lavori, di cui nei mesi della posa della nuova pavimentazione avevano avuto modo di apprezzare la serietà e la cortesia. In quell’occasione era stato detto anche ufficialmente quello che ufficiosamente era stato dichiarato al Trentino a lavori ancora in corso: rimaneva l’arredo urbano da sistemare. Ma c’erano 70 mila euro già stanziati per farlo. La fila di fioriere collocate per separare la carreggiata destinata ai veicoli dalla parte pedonale andava considerata assolutamente provvisoria: in magazzino c’erano quelle e quelle si erano usate, ma era evidente che non avevano nulla da spartire con la via come appena ripensata.

È passato più di un anno, appunto. Quelle fioriere si sono spostate, ma solo di una cinquantina di centimetri. Da quando si è deciso che le biciclette su via Fontana non sarebbero scese contromano sulla carreggiata stradale, ma in mezzo ai pedoni. Le panchine, quelle sì in pietra perfettamente congruente con la pavimentazione ed anche belle, in origine erano state posate ortogonalmente ai flussi di traffico proprio per impedire un uso improprio del marciapiede da parte delle bici. Sono state girate di 90 gradi ed oggi segnano di fatto la corsia della pista ciclabile. Tracciata anche a terra con frecce e disegni che non hanno proprio impreziosito la pavimentazione, ma che si ritengono evidentemente indispensabili. Ma è passato un anno, dicono i commercianti della via, è del famoso arredo urbano che avrebbe dato senso compiuto all’intervento (fin troppo contestato per i costi, ma questo è costume locale e non fa testo) non si è vista traccia. Anzi, alla domanda rivolta all’amministrazione su cosa e come e quando si pensasse di fare, la risposta sarebbe stata che in realtà quei 70 mila euro non ci sono più. E che quindi ciò che doveva essere provvisorio e durare qualche mese, rimane sulla carta provvisorio ma destinato a durare indefinitivamente. Finché non si deciderà, magari già col prossimo bilancio, di ritrovare le risorse necessarie a finire l’opera. Sempreché non si attenda la pedonalizzazione, obiettivo mai dichiarato ma chiarissimo, da parte di una prossima amministrazione. Perché allora le fioriere arriveranno probabilmente a sgretolarsi e varie generazioni di piante a crescerci e morirci dentro.













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