Addio all’ingegnere partigiano amico di Dario Fo

BRENTONICO. Non c’è più Sergio Serapioni, classe 1924, viveva a Milano; è mancato il 13 ottobre nella sua casa di Montecarlo, amorevolmente assistito dalla moglie Mariella. Sergio non aveva ancora...

di QUINTO CANALI
BRENTONICO. Non c’è più Sergio Serapioni, classe 1924, viveva a Milano; è mancato il 13 ottobre nella sua casa di Montecarlo, amorevolmente assistito dalla moglie Mariella. Sergio non aveva ancora vent’anni quando entrò nella “Brigata Garibaldi Pasubiana”; impegno e intraprendenza saranno le sue costanti di vita. Fu partigiano nel gruppo di Brentonico (il padre Aurelio ne era il comandante), dove rimediò ferite negli scontri a fuoco contro le “SS” di Schintlholzer. Conservò (legalmente) per decenni la sua pistola da guerra “Beretta”, nascosta nella casa di Fontechel. Si svincolò quasi subito dalla politica attiva “non condividendo comportamenti di alcuni partigiani, non sopportando quelli dell’ultima ora e non approvando certe politiche e pratiche della Russia” (dalla biografia “No ghe ‘n vegno”, Fiorenza Presbitero, 2018). Laureato in ingegneria meccanica e termodinamica, fondò nel 1957 la “Milano Thermosystem” e nel 1960 a Ravina di Trento la “Società Anonima Fabbrica Lievito per la Panificazione” (poi “Società Trentina Lieviti” e “Lesaffre Italia”). Ideò e depositò alcuni brevetti, tra questi, di pannelli solari ad aria. Sergio fu comunista e liberale, teoria politica che un tempo pareva praticabile. Fu sostenitore e amico di artisti e intellettuali (fraternamente anche di Dario Fo e Franca Rame, che venne a salutare e applaudire a Brentonico nel 1998) e di uomini potenti dell’economia, della finanza e delle istituzioni. La grande passione della sua vita rimase la fisica, per la quale elaborò originali teorie: per il calcolo del rapporto tra massa oscura e energia, di altre costanti universali e sul rapporto tra dimensione e tempo. In “La meccanica del tempo” (1998), Serapioni espose il calcolo teorico da lui eseguito sull’età dell’universo col risultato di un valore che sarà sostanzialmente confermato nel 2003 dalla misura sperimentale della sonda WMAP. Altre sue pubblicazioni sono “Sinergie a riposo” (2010) e “La massa oscura e lo spazio a 5 dimensioni” (2019). Qualche accademico all’inizio storse il naso, oggi le sue opere godono di considerazione. Sergio e il pittore neo simbolista milanese Giovanni Leombianchi, anche lui con radici brentegane, stavano ultimamente sviluppando ricerche sulle relazioni tra arte e materia; c’è speranza che anche questo lavoro sarà presto pubblicato.