«Tanti turisti, ma spendono poco» 

Pilo: «Serve una visione per il futuro, altrimenti è una guerra al ribasso». Miorelli (Confcommercio): «Va elevata la qualità» 



RIVA. Di fronte ai dati di Garda Trentino, che indicano nei primi mesi del 2018 un aumento delle presenze (ma un calo nel mese di giugno), c’è chi ha storto il naso. Il tema, in verità, era prepotentemente venuto a galla anche lo scorso anno: tante persone, ma affari stagnanti (o in calo) per molti settori del commercio. Le ultime statistiche non hanno fatto altro che alimentare il fuoco che covava sotto le braci. «Faccio questo mestiere da 40 anni – commenta Valter Pilo, pensionato da un mese ma storico titolare del Moby Dick a Torbole prima e a Riva poi – e posso garantire che ad un aumento di persone non corrisponde un aumento di fatturato: lo stesso possono dirlo molti miei colleghi esercenti e commercianti». «In questo territorio manca una politica turistica, una visione che possa portare qualità: 40 anni fa si parlava di centro natatorio, di campo da golf, di funivia per il Bastione. Cosa c’è oggi di tutto questo? E così ci ritroviamo, lo dico anche facendo autocritica, a lavorare con una logica da suq, facendo una guerra al ribasso: a Bardolino, Malcesine o Limone lo spritz lo vendono a 7 euro l’uno. Se lo faccio io a Riva finisco sui giornali...».

«Quest’anno c’è meno movimento – ammette Claudio Miorelli, presidente di Confcommercio – non solo nel commercio, la cui crisi non è certo esplosa ora, ma in tutti i settori legati al turismo». Una situazione che per Miorelli è legata anche alla riapertura dei mercati turistici del Nord Africa dopo la crisi legata agli attacchi terroristici. La ricetta per rimanere sul mercato? «La qualità. Che per me significa la valorizzazione di tutto ciò che è territorio, nei negozi ma anche nei ristoranti. Non è pensabile che a Riva si trovino gli stessi prodotti di Francoforte e di sicuro non si fa qualità continuando ad aprile negozi con prodotti a prezzi stracciati».

Prudente Vasco Bresciani, presidente degli esercenti di Confcommercio: «A me i conti piace farli a fine stagione, magari facendo un’analisi dei flussi di cassa altrimenti si rischia di trasformare la discussione in una chiacchierata al bar – l’esordio di Bresciani – al momento l’unica cosa certa sono i dati di Garda Trentino». Per Bresciani però il “male” risiede altrove: «Andiamo a vedere quanti negozi c’erano prima della legge Bersani e quanti ce ne sono oggi, andiamo a vedere qual è il turn over nel centro storico. È vero che ci sono molti più turisti, ma siamo sicuri -conclude il rappresentante degli esercenti - che ci sia una proporzione tra domanda e offerta? Io dico di no».

Anche per Moris Cargnelli, titolare di un’edicola e di un negozio di articoli turistici in viale Rovereto, la stagione è, dal punto di vista commerciale, fiacca: «Quest’anno mancano i tedeschi (io me ne accorgo dai giornali venduti) e le famiglie. Bella la Ponale, bella la ciclovia del Garda, ma i biker – commenta Cargnelli – non spendono. E nel frattempo i mercati turistici africani hanno riaperto le porte dopo gli attentati, con prezzi più che allettanti».

Un po’ fuori dal coro Vittorio Ferraglia, titolare di Mondo Giocattoli in piazza Garibaldi: «A mio avviso c’è meno gente, ma secondo me è normale nell’anno dei mondiali di calcio, almeno fino alla prima settimana di luglio. Personalmente ho lavorato bene e ho trovato anche un turismo più di qualità. Vero è – conclude Ferraglia – che ho sentito molti colleghi, soprattutto del settore dell’abbigliamento, lamentare un calo del giro d’affari». (g.f.p.)

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