Nuovo ponte sul Mandola iter concluso a tempo di record

Calceranica al lago. Il finanziamento provinciale (con soldi europei) di quasi 2 milioni di euro per ricostruire il ponte sul torrente Mandola è stato messo in salvo, con una corsa al cardiopalma...


Maddalena Di Tolla Deflorian


Calceranica al lago. Il finanziamento provinciale (con soldi europei) di quasi 2 milioni di euro per ricostruire il ponte sul torrente Mandola è stato messo in salvo, con una corsa al cardiopalma istituzionale. Un ultimo straordinario consiglio comunale in streaming, mercoledì sera, ha permesso alla giunta, grazie ai consiglieri e al lavoro dei progettisti e degli uffici comunali, di approvare una variante al bilancio di previsione e al Dup necessarie per finanziare l’opera. Il nuovo ponte, lungo 25 metri, avrà una luce maggiore, con abbassamento del letto del torrente, e questo renderà più sicuro l’abitato. Da tempo il problema era all’attenzione di comune e provincia. I tempi strettissimi, che permettevano di decidere al massimo entro il 30 settembre, stante l’ordinanza in merito del presidente della Provincia Maurizio Fugatti (del 21 luglio), hanno reso necessario un insolito consiglio comunale di tal fatta a pochi giorni dalle elezioni. Lo permette il Codice degli enti locali della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige del 2018, secondo il quale i consigli durano in carica sino all’elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti”, come spiega la delibera approvata l’altra sera. Anche il regolamento comunale di Calceranica prevede tale fattispecie all’art. 32. Di atto urgente si trattava.

Solo il 10 settembre, infatti, è arrivata la necessaria determina del dirigente provinciale che concedeva il contributo di 1.970.518 di euro al 100% della spesa ammessa. Il progetto esecutivo era stato sottoposto il 4 settembre. Dunque, il consiglio comunale ha dovuto votare di corsa una variante per usare i 30.000 euro mancanti, presi da fondi comunali, corrispondenti a spese ritenute non relative alla sicurezza, quindi escluse dal finanziamento provinciale.













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