civezzano 

La storia di Käthe Perlberg «per non dimenticare»

CIVEZZANO . Nei giorni della memoria e “per non dimenticare”, il Comune e la biblioteca hanno riproposto nella sala pubblica delle scuole, ad una cinquantina di persone, la “Storia di Käthe Perlberg...



CIVEZZANO . Nei giorni della memoria e “per non dimenticare”, il Comune e la biblioteca hanno riproposto nella sala pubblica delle scuole, ad una cinquantina di persone, la “Storia di Käthe Perlberg e della sua famiglia ebraica, che dal 1940 al 1946 è stata ospitata nella frazione di Garzano, protetta e aiutata dalla popolazione. Grazie alla generosità degli abitanti, Käthe Perlberg, con il marito Bernardo Caliò e le figlie Anna e Tea, è riuscita a salvarsi dal pericolo delle leggi razziali, dall’arresto e dall’internamento in un campo di concentramento, dove per altro mori l’amica Eva Haas Flatter che viveva con loro.

La serata della memoria è stata introdotta dalla vicesindaco e assessore Katia Fortarel e dal responsabile della biblioteca Alessandro Fontanari, che hanno presentato la scrittrice Maria Luisa Crosina, autrice del libro “Le storie ritrovate. Ebrei nella provincia di Trento 1938 – 1945”, nel quale si racconta anche la storia di Käthe Perlberg e della sua famiglia, con le vicende degli anni di soggiorno a Garzano. La vicesindaco ha ricordato anche che la Comunità di Civezzano collocherà una targa ricordo sulla casa di Garzano dove trovò rifugio la famiglia Caliò, con la scritta: «Nel fienile di questa casa trovò rifugio dal 1940 al 1946 Käthe Perlberg con la sua famiglia, protetta e aiutata dagli abitanti della frazione; si salvò dalla furia nazista. Per non dimenticare. Il Comune di Civezzano-2018». Il bibliotecario ha ricordato il lavoro fatto in occasione dell’incontro del marzo 2014, con la presenza di Tea Caliò, sottolineando la difficoltà nel raccogliere la documentazione, attinta dagli atti amministrativi del Comune e dai cittadini di garzano, citando la dichiarazione dell’allora podestà Lazzari, che ad una precisa richiesta della questura rispose che «Civezzano non ospita alcun israelita», quando quasi tutti a Garzano sapevano della presenza della famiglia».

Nel corso dell’incontro si è poi instaurato un dialogo tra il bibliotecario e l’autrice del libro, con precisazioni, chiarimenti e racconti di episodi da parte della scrittrice. Notevole l’interesse di tutti che avrà il seguito con la sistemazione della targa a Garzano. (f.v.)













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