vigolana- il consiglieri provinciale cia interroga su “dharma” 

«Emodialisi portatile, la giunta chiarisca»

ALTOPIANO DELLA VIGOLANA . Il consigliere provinciale Claudio Cia chiede chiarimenti a proposito della valigetta portatile (Dharma) utile per effettuare l’emodialisi ovunque e senza recarsi in...

ALTOPIANO DELLA VIGOLANA . Il consigliere provinciale Claudio Cia chiede chiarimenti a proposito della valigetta portatile (Dharma) utile per effettuare l’emodialisi ovunque e senza recarsi in ospedale.

«L’iniziativa aveva ottenuto ampio risalto mediatico - scrive Cia - e soprattutto l’appoggio dell’azienda sanitaria e dell’assessore Luca Zeni con l’individuazione di un capannone sull’altopiano della Vigolana dove avrebbe dovuto insediarsi l’azienda americana EasyDial, oltre che viaggi a Los Angeles per vedere la valigetta. La prova dell’apparecchiatura ha avuto luogo nel dicembre scorso e da subito ha manifestato delle criticità, tant’è vero che anche il personale coinvolto e formato ha manifestato una certa riserva. Sull’unico paziente resosi disponibile alla sperimentazione si sono verificate delle importanti problematiche che hanno costretto alla sospensione immediata del trattamento dialitico e della sperimentazione stessa. E pensare che lo studio doveva durare 125 giorni. La stessa metodica è stata introdotta e subito abbandonata anche a Genova».

Con queste premesse, una serie di richieste è stata presentata al presidente Rossi. Come è possibile che la EasyDial sia entrata nel mercato del settore dialitico con un solo prodotto (Dharma) e per di più ancora privo di sperimentazione completa; come giustifica il fatto che l'assessore alla sanità Luca Zeni, abbia espresso parere favorevole per un progetto privo di riscontri oggettivi; chi ha promosso e come, l’Azienda EasyDial; se il dispositivo sperimentale è stato preventivamente testato e collaudato; se la sperimentazione ha avuto l’avvallo del Comitato etico dell’Ospedal; se i dispositivi sono stati acquistati dall’Apss (chi e a quale costo); chi ha pagato la trasferta a Los Angeles e chi l’ha avvallata e sostenuta e, qualora fosse stata a carico dell’Apss, a quanto ammonta il costo complessivo; dove sono finiti i dispositivi, quali sono stati i finanziamenti provinciali o di società partecipate, alla EasyDial e se si è provveduto al recupero dei crediti (oltre un milione di euro, con oltre sei ditte artigiane interessate) per i lavori eseguiti nel capannone. (r.g.)