«Con creatività e fantasia questa estate ci saremo» 

Il privato sociale non molla. Il Centro diurno di Appm sta già predisponendo i programmi per fornire servizi «a misura di bambino» nel pieno rispetto delle direttive di Ministero e Provincia

di ROBERTO GEROLA

Pergine. «Noi quest’estate ci saremo». Si parla del Centro diurno di Pergine Associazione provinciale per minori onlus di Pergine. Ad affermarlo è Nicoletta Tomasi la coordinatrice del Centro. Si tratta di un supporto importante per le famiglie che si ritrovano a gestire i figli in un momento difficile in cui occorre anche andare lavorare.

Nicoletta Tomasi, la situazione va oltre ogni previsione.

Nessuno nemmeno nel più crudo dei film di fantascienza, avrebbe potuto delineare una situazione così complessa come quella messa in evidenza da questo virus. Di questa complessità – economica, relazionale, psicologica – vogliamo indagarne una piccola parte: quella delle famiglie di genitori che lavorano e che devono accudire figli ancora piccoli la cui autonomia non è sufficiente per rimanere in casa da soli. Famiglie a cui è stato sottratto un elemento, tanto discusso e bistrattato, quello della scuola. Emerge con una chiarezza imbarazzante che, ancora una volta, la parte lavorativa più fragile è quella della donna, che dovrà fare i conti con la gestione dei figli e del proprio lavoro e che, una delle categorie più colpite da questo lockdown, e non considerata, sono i bambini ed i ragazzi che hanno visto chiudersi molto di ciò che permette loro una crescita sociale fatta di relazioni, scambi, acquisizione di competenze.

Il ruolo del Centro diurno?

Gli educatori del Centro diurno Appm solitamente, l’estate, gestiscono una colonia estiva “a misura di bambino” con numeri bassi, ma con attenzioni pedagogiche alte, non potevano rimanere indifferenti a questa situazione. Consapevoli che sarà difficile riorganizzare queste attività e che si dovrà mettere in campo nuove competenze e strategie, abbiamo deciso di provarci. Utilizzando tutte le competenze educative, ma anche la creatività e la fantasia che questa nuova situazione ci chiama a mettere in campo.

Cosa state facendo?

Da alcune settimane stiamo contattando tutte le realtà che, a vario titolo, si occupano di bambini e ragazzi e stiamo costruendo una rete di opportunità dislocate sul territorio di Pergine e dintorni. Come ci indicano, sia il ministero della salute che la giunta provinciale, saranno attuate tutte le misure preventive ed igieniche per permettere ai bambini di giocare, scambiare, imparare e soprattutto, divertirsi. Saranno rispettati i numeri e la formazione stabile dei gruppi di bambini; sarà proposta una formazione molto precisa: ai bambini sotto forma di gioco e agli adulti (educatori, esperti, volontari) on-line.

Quali sono le vostre attese?

Il grande lavoro che ci aspetta è quello di adattare tutti i giochi, soprattutto quelli di movimento, alla necessità di rimanere distanziati, di non toccarsi fisicamente. In questo senso anche le passeggiate diventeranno occasione per inventare strategie nuove di muoversi, magari rubando idee agli uomini di montagna che quando arrampicano, pur salendo la stessa parete, per motivi di sicurezza sono distanti… anche se uniti da un’unica corda. Sarebbe molto bello che questa nuova situazione permettesse la nascita e il consolidarsi di collaborazioni forti, con l’obiettivo di offrire a tutte le famiglie della comunità perginese, con i suoi dintorni, soluzioni per gestire al meglio i loro bambini e ragazzi.

In conclusione?

Gli educatori del Centro diurno hanno inviato a molte famiglie un questionario per capire, in modo approfondito, quali sono i bisogni emergenti rispetto alle loro tempistiche estive ed hanno avviato collaborazione con alcune realtà di Pergine che, come loro, hanno a cuore lo “star bene” dei bambini e dei ragazzi. Naturalmente il tutto concordato con la Comunità Alta Valsugana e Bersntol, della quale il Centro diurno è committente.