il delitto di nago

Omicidio Perraro: il marito a processo nega le accuse

Marco Manfrini in aula: “Io non ho ucciso mia moglie”

TRENTO. Nega di aver ucciso la moglie e di averla mai picchiata o maltrattata. Marco Manfrini, accusato di omicidio volontario aggravato, è stato sentito stamane (27 aprile) in Corte d'Assise a Trento per il processo a suo carico, e dice di non ricordare nulla della notte tra il 4 e il 5 settembre del 2019, quando Eleonora Perraro fu assassinata, per poi essere ritrovata la mattina dopo priva di vita tra i tavoli del locale Sesto Grado di Nago.

"Mi sono addormentato prima di lei e mi sono risvegliato sporco di sangue con lei già morta, non ricordo nulla", ha detto Manfrini, assistito dall'avvocata Elena Cainelli.

"Io non ho ucciso mia moglie", ha urlato, incalzato dalle domande degli avvocati della parte civile.

Rabbia e dolore in chiesa per l’addio a Eleonora Perraro, uccisa a Nago

Volti colmi di sconforto, incredulità, rabbia, impotenza, indignazione e tanta sofferenza. La chiesa arcipretale di Riva, ieri pomeriggio (10 settembre), a fatica ha trattenuto il dolore della comunità rivana, altogardesana, nel dare l’addio a Eleonora Perraro. In carcere, accusato dell'omicidio della donna, il marito Marco Manfrini (foto Fabio Galas)

Manfrini ha continuato a negare i maltrattamenti nonostante la vittima lo avesse denunciato tempo prima e nonostante alcune testimonianze a suo sfavore: "Eleonora stava male di suo, forse per questo è andata dai carabinieri a dire una cosa per un'altra, non so perché mi avesse denunciato", ha detto.

Per Manfrini sono infondate anche le accuse, costategli poi un patteggiamento per lesioni e violenza sessuale, mosse dalla ex moglie e madre di sua figlia, che aveva raccontato di abusi e maltrattamenti. "Tutto falso", ha ripetuto.

Al centro delle domande del pm Fabrizio De Angelis e della parte civile, in particolare, la dentiera di Manfrini, sulla quale sono state ritrovate tracce biologiche della donna, che secondo quanto emerso dall'autopsia è stata presa a morsi, picchiata e infine strangolata.

In aula, come sempre, era presente la famiglia di Eleonora Perraro, con i genitori e le sorelle.

Sono stati inoltre sentiti i testimoni tra i quali due carabinieri della stazione di Nago - Torbole intervenuti la mattina del ritrovamento e interrogati in particolar modo sul cane della coppia, che era con loro quella notte: secondo l'accusa avrebbe subito anche lui maltrattamenti da parte di Manfrini, mentre secondo la difesa potrebbe essere il responsabile dei morsi presenti sul corpo della vittima.