«Lago Santo, nessuna rovina ma sviluppo ambientale» 

L’intervento contestato. Il presidente della Comunità Val di Cembra Simone Santuari difende un progetto “condiviso e partecipato”. Prima parte dei lavori finita, in autunno si farà la seconda


Fabrizio Brida


Cembra lisignago. «Si tratta di uno specchio d’acqua che vogliamo far vivere ai residenti e ai turisti, senza deturpare l’ambiente, tutt’altro. Gli interventi realizzati e quelli in programma vanno proprio in questa direzione».

Lo specchio d’acqua è il Lago Santo di Cembra, sotto i riflettori e al centro delle polemiche negli ultimi mesi per gli interventi di riqualificazione della zona, e la posizione di Simone Santuari, presidente della Comunità della Val di Cembra che ha finanziato le opere con 150 mila euro sul Fondo Strategico, è piuttosto chiara: «È un intervento che rientra in un ragionamento di sviluppo ambientale, legato al turismo e al miglioramento di situazioni precarie – spiega Santuari –. Il progetto è stato visionato da diversi enti e commissioni, è stato valutato dalla conferenza dei sindaci e sostenuto all’unanimità. Chiaramente bisogna fare le cose come si deve, ma mi pare che finora sia stato proprio così».

Da quest’anno, tra l’altro, è partita la nuova Rete di Riserve della Val di Cembra, della quale è entrata a far parte anche l’attuale amministrazione di Cembra Lisignago. Ente capofila è la Comunità di Valle, l’obiettivo principale migliorare la situazione di molti siti e favorire la fruizione della zona.

Il percorso del progetto del Lago Santo, quindi, è stato condiviso e partecipato. A suo tempo l’amministrazione aveva organizzato alcune serate, coinvolgendo i vari attori del territorio e le associazioni.

«Credo che la prima fase dei lavori sia conclusa, in autunno ci sarà un secondo intervento – aggiunge il presidente della Comunità di Valle –. L’amministrazione si è dimostrata capace di recepire le osservazioni, modificando il progetto».

I lavori di valorizzazione del lago avevano sollevato, l’autunno scorso, diverse polemiche. Tanto che c’era stata una petizione popolare, sottoscritta da 1.352 persone e sostenuta dal parere dell’esperto Franco Pedrotti, professore emerito dell’Università di Camerino, che evidenziava alcuni aspetti critici. «Per il professore bisognerebbe lasciare il lago così com’è – commenta Santuari –. È una posizione, ci sta e la rispetto. Ma non è la mia, né quella dell’amministrazione. Noi qui ci abitiamo, parliamo del lago che è sempre stato quello dei pescatori della Val di Cembra. Per quanto riguarda la petizione si fa presto a toccare la sensibilità delle persone, è un po’ più faticoso spiegare le cose. Ma le situazioni andrebbero illustrate bene e chiarite».

Secondo Santuari, inoltre, bisogna anche prestare attenzione alle figure dalle quali nascono le proposte, dando un occhio alla “storia” del sindaco. «Damiano Zanotelli di professione insegna agricoltura nell’ambito biologico – continua il presidente – è del settore. Siamo amministratori attenti all’ambiente e lo abbiamo sempre dimostrato. Certo, non siamo ambientalisti. Siamo per lo sviluppo ambientale».

Gli investimenti fatti vanno proprio in questa direzione. Non solo per quanto riguarda il Lago Santo. «Stiamo intervenendo da più parti: parliamo di percorsi ciclabili e a piedi, impianti innovativi sulle fognature – conclude Santuari – cercando di far rimanere i giovani in valle. Questa è la nostra idea di gestione del territorio».













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