cavedine - affollato incontro in sala consiliare 

Autonomia e turismo il “credo” di Durnwalder

CAVEDINE. È stata una chiacchierata di un paio d’ore abbondanti l’altra sera a tenere incollato alle sedie dell’aula consiliare di Cavedine un pubblico dalle grandi occasioni (presenti fra l’altro i...



CAVEDINE. È stata una chiacchierata di un paio d’ore abbondanti l’altra sera a tenere incollato alle sedie dell’aula consiliare di Cavedine un pubblico dalle grandi occasioni (presenti fra l’altro i consiglieri Kaswalder e Dominici), intervenuto numeroso non certo per compiacere gli organizzatori (Comune di Cavedine con in testa il vicesindaco Gianni Bolognani) quanto piuttosto per incontrare un più che straripante Luis Durnwalder, stuzzicato dalle domande non certo accondiscendenti del direttore del Trentino e dell’Alto Adige Alberto Faustini (definito dal politico altoatesino “il più simpatico dei suoi nemici”). In effetti il carisma del “presidente” per quella sua schiettezza, per quel suo modo di affrontare i problemi andando al sodo delle questioni, per quella sua analisi a 360 gradi sui grandi temi a volte con una disinvoltura da presidente in carica, lo pone a livello di autorevolezza indiscutibilmente al di sopra degli attuali politici provinciali (sia altoatesini che trentini), nonostante i suoi elogi nei confronti del suo successore Arno Kompatscher (“bravissimo”).

Ma veniamo all’argomento della serata sul binomio Autonomia-Turismo per uno sviluppo socio-economico della valle dei Laghi. L’Autonomia (tutela della realtà territoriale, culturale e sociale), riconosciuta a livello internazionale, deve essere interpretata, secondo Durnwalder, come autonomia dinamica che sa capire le potenzialità del suo territorio e che, interagendo con la propria gente, riesce a trasformarsi in reali vantaggi socio-economici in modo che anche il contadino di alta montagna possa vivere dignitosamente nel suo paese. Nella consapevolezza, infatti, che l’agricoltura di montagna non dà un reddito sufficiente, ecco che in Alto Adige è venuto in aiuto il turismo (il vero volano dell’economia altoatesina ed anche trentina) con l’accostamento di varie attività ricettive (affitta-camere, le fattorie didattiche, la valorizzazione dei prodotti locali e altro). Ma il vero collante, al di là delle strutture a posto, delle infrastrutture e dei servizi offerti, è la gente, ossia l’espressione di quel senso di ospitalità che fa sentire il turista a casa sua. Il Trentino ha la fortuna di avere la ricchezza dei laghi (in valle dei Laghi ce ne sono ben 7), che gli altoatesini non hanno e che rappresenta una specificità ambientale di grande richiamo. Però, ha ribadito Durnwalder, ci deve essere la disponibilità della gente all’accoglienza. Autonomia dinamica significa, soprattutto nelle trattative con il Governo, adeguarsi ai tempi e da questo punto di vista l’accordo di Milano con Berlusconi ha segnato una pietra miliare. Quindi sempre stimolato dalle domande del direttore Faustini è saltato fuori il suo forte carattere: riguardo ai fatti della Catalogna, chiaro il suo giudizio di condanna per la richiesta di separazione dalla Spagna; lo strumento del referendum doveva essere usato per ottenere maggiore autonomia legislativa ed amministrativa. Così piuttosto netto il suo disaccordo per il mancato ampliamento dell’aeroporto di Bolzano (sbaglio di Kompatscher per il referendum). (m.b.)

















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