Lav: «Fermate l'emendamento che rimuove il divieto di caccia sui valichi montani»
L'associazione animalista lancia un allarme alla vigilia del voto definitivo al Senato sulla legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane: «Inserita una modifica che consentirebbe stragi di uccelli migratori, chiediamo ai parlamentari di respingerla»
La Lav, Lega antivivisezione, lancia un allarme in relazione al voto di domani, 10 settembre, al Senato sulla legge sulle zone montane: «È stato inserito un emendamento che rimuove il divieto di caccia sui valichi montani», scrive l'associazione chiedendo che questa modifica venga bocciata.
«Domani al Senato sarà votato, in terza lettura, il disegno di legge S.1054-B “Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane” determinandone così l’approvazione definitiva.
Un atto normativo che vuole dare nuovo impulso alle zone di montagna, ma che per la maggioranza parlamentare si è trasformato nell’ennesima occasione per demolire le poche tutele degli animali selvatici ancora esistenti, consegnandoli ai fucili dei cacciatori», scrive la Lav in un comunicato diffuso questo pomeriggio.
«Fin dal loro insediamento, con l’avvio di “caccia selvaggia” - prosegue l'associazione animalista - che ora consente l’ingresso dei cacciatori in parchi e città grazie a un emendamento inserito nella Legge di bilancio 2022, i partiti di maggioranza hanno dato il via ad un vero e proprio gioco al massacro (di animali selvatici) introducendo emendamenti pro-caccia in qualsiasi atto normativo anche se privo di una pur minima attinenza con l’argomento caccia.
È così che nel disegno di Legge per la valorizzazione delle zone montane il cacciatore-senatore Bruzzone ha inserito un emendamento che modifica profondamente la Legge nazionale 157/92 sulla tutela degli animali selvatici, rimuovendo il divieto di caccia sui valichi montani.
Si tratta di zone che rappresentano veri e propri colli di bottiglia per i contingenti di uccelli migratori che dal nord Europa migrano verso il nostro Paese e che, costretti ad attraversare le Alpi, affrontano in milioni i valichi montani perché si trovano a quote inferiori rispetto alle vette circostanti. L’emendamento voluto dall’esponente leghista non è solo devastante per gli animali, ma rappresenta un vero e proprio sbeffeggiamento della magistratura amministrativa, consentendo di aggirare la sentenza del Tar della Lombardia che a maggio scorso ha imposto il divieto di caccia in 475 valichi montani di quella Regione», insiste la Lav.
Massimo Vitturi, responsabile del settore animali selvatici dell'associazione ha parole durissime nei riguardi dei legislatori che hanno promosso questo emendameno: «Aprire la caccia sui valichi montani significa legalizzare una vera e propria carneficina di uccelli migratori, è sufficiente che i cacciatori si appostino in quelle zone per poi sfogare la loro passione sanguinaria in un tiro al bersaglio contro animali che pesano meno della cartuccia utilizzata per ucciderli.
Chiediamo ai senatori di votare contro gli articoli 13 e 15 del disegno di Legge sulle zone montane che rispettivamente stabiliscono le modalità per aprire la caccia al lupo e rimuovono la protezione degli uccelli migratori sui valichi alpini», conclude l'esponente della Lav.
L'associazione ricorda anche che nei prossimi giorni saranno depositate, proprio al Senato, le 53.000 firme raccolte dalla Lav e altre associazioni a sostegno della Proposta di Legge di iniziativa popolare per l’abolizione della caccia, la tutela di orsi e lupi e l’aumento della superficie delle aree protette.
«Una proposta - scrive il sodalizio - che vuole finalmente dare dignità alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani da sempre contrari alla caccia ma inascoltati da una classe politica sempre pronta a genuflettersi di fronte alle sanguinarie pretese dei cacciatori».