Waris riapre i battenti ma con pochi operai 

Storo, la ditta sta utilizzando solo otto lavoratori. Il resto è in cassa integrazione  ordinaria. Il sindacato minaccia denuncia all’azienda per i quattro senza paga


di Stefano Marini


STORO. L’inizio del 2019 non sembra aver cambiato di molto la situazione della Waris, l'impresa con sede a Storo che produce pannelli fotovoltaici. Lunedì la ditta ha riaperto i battenti a ranghi ridotti, 8 gli operai in turno più il personale degli uffici. Il resto delle maestranze della produzione sono state invece poste in cassa integrazione ordinaria. Da questo conto restano però esclusi i 4 dipendenti che scioperano ormai da un mese e mezzo. Proprio questi ultimi denunciano di essere rimasti ulteriormente indietro nei pagamenti rispetto ai colleghi al lavoro. Il sindacato intanto annuncia che la prospettiva di diffidare l'azienda per comportamento anti sindacale sarebbe un'eventualità ormai assai realistica.

«La settimana scorsa, in 2 riunioni separate, abbiamo incontrato la giunta comunale di Storo e i rappresentanti della Waris - annuncia il delegato della Fiom-Cgil Enrico Albertini - in particolare all'incontro con l'azienda erano presenti i signori Vidani, Pizzini e il loro consulente del lavoro Andrea Sartori. A quanto ci è stato riferito, l'azienda era in un primo momento orientata a richiedere la cassa integrazione straordinaria, ma si è poi orientata verso una cassa integrazione ordinaria prolungata rispetto a quella già in essere. Si tratta di una procedura che riguarda sia gli impiegati che gli operai dell'azienda. Resta da vedersi quanto e come verrà utilizzata».

Quanto alla situazione dei 4 operai che continuano nel loro sciopero Albertini specifica: «Ho detto chiaramente alla dirigenza aziendale che il comportamento da loro tenuto nei confronti di chi sciopera è intollerabile. A quanto risulta le maestranze che hanno scelto di continuare a lavorare hanno ricevuto in pagamento, non da Waris ma dalla ditta Schlaefer di Storo, gli interi arretrati del mese di ottobre oltre alla metà di quelli del mese di novembre. In pratica uno stipendio in più rispetto ai loro colleghi, oggi in sciopero, che hanno diritto alle stesse cifre. Questo è un fatto incontrovertibile, di fronte al quale il signor Ermanno Pizzini ha sostenuto che la cosa non sarebbe premeditata. Io ho fatto loro presente di aver già contattato i legali che seguono la Cgil per far partire una procedura per condotta antisindacale e ho ribadito che, a prescindere da ogni altra cosa, l'azienda deve impegnarsi a riportare tutti i lavoratori della produzione allo stesso livello di paga».

Infine l'incontro con i rappresentanti comunali: «L'amministrazione ci ha ricevuto ed abbiamo spiegato in che termini stia la situazione in Waris, almeno per quanto è dato a noi sapere. Ci siamo lasciati con l'impegno di tenerli costantemente aggiornati».

Per avere chiarimenti sulla delicata situazione aziendale, ci siamo recati di persona nello stabilimento storese. Ma nessuno dei dirigenti o dei responsabili ha avuto la possibilità di riceverci. Senza alcuna motivazione. E senza essere ricontattati.

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