«Vigili del fuoco avvisati  tardi nelle emergenze» 

Protezione civile. L’ispettore distrettuale delle Giudicarie invia una nota ai vertici provinciali: «Ci sono prove di mancanza di comunicazione tra centrali operative a danno della nostra efficienza»


Aldo Pasquazzo


Giudicarie. Tra i vigili del fuoco volontari delle Giudicarie e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico da un po' di tempo si starebbero riscontrando prevaricazioni. Ai pompieri arrivare sempre secondi sembra proprio non faccia piacere.

Non passa giorno che dal Bleggio, Lomaso, Banale, Rendena, zona di Tione e Ragoli, Borgo Lares e in particolare lungo l'asse del Chiese che i vigili del fuoco volontari non si facciano in quattro nel soccorrere vite umane, a volte rischiando in occasione di incendi o altre calamità. Nel solo distretto delle Giudicarie i corpi dei vigili del fuoco sono 37 e gli uomini in forza poco più di mille, un esercito di volontari che 24 ore su 24, festività comprese, si rendono disponibili senza mai usufruire di nessuna forma indennità e reperibilità. Ora certi scollamenti tra i soccorsi lasciano solo del malcontento.

Nel corso dell'estate sia in Valdaone che nelle zone di Condino e Storo qualcosa nei soccorsi non ha funzionato e la tempistica nella quale erano pervenute le richieste di intervento sembrano confermare che ai pompieri le selettive fossero effettivamente giunte quasi sempre a tempo scaduto se non addirittura ai “supplementari” rispetto allo stesso Soccorso alpino.

«Al nostro fianco - spiega il comandante di Storo Alessandro Giacco - operano spesso tanti ambulanzieri sia della Croce Rossa sia i nostri del gruppo volontari di Storo. Quest'ultima realtà non ha confini tant’è che in occasione di vari eventi e calamità spaziano dalla Valsabbia sino a Sella Giudicarie e di questo anche le istituzioni ne devono tener conto».

Scartabellando tra i riscontri web sembra proprio emergere che le disfunzioni ci sono state. Pare quindi ci siano elementi certi e documentati che non si prestano ad essere manipolati ne tanto meno smentiti.

L'ingegnere Andrea Bagattini di Condino è l'ispettore distrettuale succeduto a Giampietro Amadei di Caderzone (pure lui ingegnere) al quale i colleghi del mandamento delle Giudicarie hanno demandato il proprio malcontento affinché potesse informare chi di dovere. Bagattini, con il supporto dei vari comandanti, ha fatto una descrizione dettagliata su tempi, modi e luoghi dove sarebbero avvenute tali disfunzioni e tra le righe del documento che ha predisposto si deduce che i pompieri non hanno mai perso tempo, rischiando molto e mai facendosi disattendere tanto da anticipare e garantire il supporto logistico allo stesso elicottero.

«Gli eventi segnalati dai colleghi – spiega Bagattini al Trentino - effettivamente mostrano come vi sia talvolta una grave mancanza di comunicazione tra le centrali operative, il che si ripercuote negativamente sull’efficienza nell’intervento degli uomini sul posto. Capisco e comprendo il disagio che ciò comporta e da subito con tanta amarezza ho girato il quesito di quanto mi è stato descritto sia al responsabile del servizio provinciale anticendi che al direttore di Trentino Emergenza come pure al nostro presidente della federazione affinché valutino l'eventuale da farsi. Ora stiamo attendo cosa ci verranno a dire soprattutto in merito alla tempistica degli interventi da parte delle sale operative di Trento».













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