SS 421 chiusa, in Banale chiedono la riapertura sicura

San Lorenzo Dorsino. Dalla protesta alla proposta, questo il titolo da assegnare alla serata di mobilitazione promossa a San Lorenzo in Banale sulla chiusura della strada statale 421 dei laghi di...


Graziano Riccadonna


San Lorenzo Dorsino. Dalla protesta alla proposta, questo il titolo da assegnare alla serata di mobilitazione promossa a San Lorenzo in Banale sulla chiusura della strada statale 421 dei laghi di Molveno e Tenno. Unanime e compatta questa proposta, come ha dimostrato la manifestazione a San Lorenzo in Banale, organizzata martedì sera presso la Sala consiliare di San Lorenzo in Banale. In sala oltre un centinaio di persone, amministratori, cittadini, artigiani e operai interessati al ripristino dei collegamenti tra il Banale e la Paganella. Da tutti lodata l’iniziativa di un gruppo di cittadini fuori dagli schieramenti: Paolo Baldessari, Valter Berghi, Cesare Cornella, Manuel Cornella, Andrea Sottovia.

A Valter Berghi del gruppo promotore spettava il compito di illustrare la situazione e il motivo dell’assemblea, davanti al “terremoto” della frana caduta lo scorso 23 novembre interrompendo le relazioni Banale-Paganella essenziali per la vita stessa delle due comunità confinanti.

Già nell’anno 1907 su iniziativa dei vari comuni da Mezzolombardo a San Lorenzo, auspice Patrizio Bosetti, nasce una prima mobilitazione a favore dei collegamenti tra Banale e Paganella, da sempre fondamentali per l’economia di questo territorio, come hanno mostrato i numerosi operai e dipendenti presenti in sala, che quotidianamente usano la statale per recarsi in Paganella. La relazione centrale di Valter Berghi si sofferma in particolare su un progetto provinciale del 2013, rimasto “stranamente” inascoltato e inattuato. Perché? Al dibattimento erano presenti in modo massiccio le tre amministrazioni interessate, i sindaci dei tre comuni maggiormente coinvolti: San Lorenzo Dorsino, Molveno, Andalo.

La condivisione è stata portata per i tre sindaci da quello di San Lorenzo Dorsino Albino Dellaidotti, che ha perorato la causa comune di amministratori e cittadini per l’apertura della statale 421, essenziale per l’economia banalese.

Ma anche gli altri due sindaci sono intervenuti a favore della mobilitazione in atto. Così il sindaco di Andalo Alberto Perli, ha ricordato l’interessamento del Comune per la viabilità da e per il Banale, cui lo lega un’antica consuetudine di carte di regola e comunità. Anche il sindaco di Molveno Luigi Nicolussi ha spezzato una lancia a favore dell’unità dei comuni del Banale e della Paganella a difesa della viabilità, «essenziale per ogni discorso sul turismo e sulla competitività dei territori montani del Brenta e Paganella...»

Unanimi gli interventi a favore della riapertura sollecita ma anche sicura della statale, vero ombelico tra Banale e Paganella, che probabilmente sarà fatta in senso unico alternato a fine-settimana. Previsti ora altri due incontri di mobilitazione a Molveno e Andalo.

La storia comincia dalla lapide posta dal fascismo a “Crozea” lungo la statale: «Questa strada – dall’esercito italiano liberata – nella primavera 1919 – iniziata nella primavera 1921 – governo, provincia, comuni -compivano – ciò che il lungo dominio austriaco – non fece – l’Italia romanamente attuò».



















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