Polemiche in aula sulla centrale del teleriscaldamento

Valdaone. Consiglio comunale infuocato mercoledì sera a Valdaone e non solo per le temperature estive. La centrale a biomassa con relativo teleriscaldamento costruita nel Comune continua a dividere...



Valdaone. Consiglio comunale infuocato mercoledì sera a Valdaone e non solo per le temperature estive. La centrale a biomassa con relativo teleriscaldamento costruita nel Comune continua a dividere in maniera netta maggioranza e minoranza.

Lo scontro è iniziato con la lettura da parte del consigliere Virginio Bugna di un'interrogazione piena di domande sul mancato collaudo degli impianti della centrale, sulle caldaie degli edifici collegati al teleriscaldamento rimaste accese dopo la sua entrata in funzione e sull'intenzione dell'amministrazione di arrivare ad allacciare privati al sistema.

Le risposte le ha fornite la sindaco Ketty Pellizzarri che ha spiegato come l'ultimazione delle opere marginali relative alla centrale risalga al 29 marzo 2019, e da quella data il tecnico esterno incaricato da "EscoBim" abbia 180 giorni per presentare il collaudo i cui termini non sono quindi ancora scaduti. Le caldaie sarebbero invece rimaste accese in serie al teleriscaldamento per non arrecare disagio agli utenti. Per quanto riguarda invece l'allacciamento dei privati, Pellizzari ha reso noto che il 19 febbraio scorso c'è stato un incontro col vicepresidente provinciale Tonina assieme all'amministrazione di Borgo Chiese. Tonina avrebbe chiesto tempo affinché le strutture provinciali si riassestino dopo i cambiamenti politici amministrativi dello scorso anno. La sindaco ha ribadito come l'amministrazione di Valdaone intenda proseguire nel tentativo di allacciare utenze private alla rete, a partire dalle serre idroponiche che stanno sorgendo nei pressi della centrale a biomassa.

Finita qui? Nemmeno per sogno. Nella sua replica Bugna portava tutta una serie di nuove contestazioni. Per il consigliere d'opposizione nel dicembre 2018 nella centrale sarebbe stato installato un secondo cogeneratore, ma la cosa sarebbe stata comunicata al Comune solo il 13 maggio 2019, causando una multa da 500 euro. Bugna ha avuto da ridire anche sulla qualità dei lavori, da lui definita “scadente” e ha sollevato dubbi sul fatto che “EscoBim” abbia evitato di iscriversi all'Anagrafica Operatori dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, un’entità che tutela i consumatori. Per il consigliere d'opposizione ciò sarebbe avvenuto utilizzando una clausola che vieta l'allaccio di nuovi eventuali utenti, il che di fatto renderebbe impossibile collegare i privati alla rete come l'amministrazione dice di voler fare. Bugna ha poi espresso «preoccupazione per la situazione finanziaria di E.S.Co Bim» che al momento di ricevere la prima rata di finanziamento del teleriscaldamento (circa 180 mila euro all'anno per 10 anni) dal Comune di Valdaone gli avrebbe chiesto di valutare la possibilità di erogare anche tutte le rate scadenti nei prossimi anni «vista la particolare situazione finanziaria» e questo pur avendo EscoBim ricevuto un prestito da 2,5 milioni di euro dal Bim del Chiese. Bugna ha concluso la sua replica sostenendo che il secondo pirogassifficatore a cippato sarebbe la prova che il teleriscaldamento sia stato solo uno «specchietto per le allodole» per produrre più energia elettrica che però a suo avviso sarebbe più inquinante di quella ottenuta bruciando carbone. S.M.















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